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L'Alma Mater con IIT per la cura delle malattie del neurosviluppo

Il progetto si chiama Minded e prevede l’assunzione di 24 nuovi giovani ricercatori da tutto il mondo per un programma di formazione interdisciplinare di quattro anni. L'Alma Mater partecipa con il programma Unibo Launchpad


L'Europa premia il progetto Minded con un co-finanziamento di 4 milioni di euro
, per un totale di 6 milioni di investimento, nel quadro delle Marie Skłodowska-Curie Actions. Coordinata dall’Istituto Italiano di Tecnologia, l'iniziativa vede la partecipazione dell'Università di Bologna con il programma Unibo Launchpad.

Minded permetterà l’avvio di un nuovo piano formativo per giovani scienziati che vogliono identificare terapie innovative per le malattie del neurosviluppo, senza tralasciare gli aspetti sociali ed economici di miglioramento della qualità della vita delle persone e di valorizzazione commerciale. La formazione sarà interdisciplinare e riguarderà competenze imprenditoriali - per sviluppare nuove tecnologie e realtà commerciali - e ricerca d’avanguardia in nanomedicina, neuroscienze e robotica. Il progetto prevede l’assunzione tramite bando internazionale - lanciato entro l’estate 2017 - di 24 ricercatori post-doc, che inizieranno le attività entro gennaio 2018 per un periodo di 4 anni.

Le nuove figure di ricercatori-imprenditori avranno a disposizione per la loro formazione un network internazionale di istituti scientifici e clinici e la possibilità di trascorrere un periodo di esperienza sui temi del trasferimento tecnologico in aziende start-up in Silicon Valley, in Usa, e presso l’EMA- European Medicines Agency a Londra.

Il focus del nuovo piano di formazione sarà l’integrazione di discipline tradizionalmente considerate distanti come la nanomedicina, le neuroscienze e la robotica per affrontare in modo più completo ed efficace le malattie del neurosviluppo. Si tratta di malattie che rappresentano un carico enorme per i pazienti, le loro famiglie e la società. Nell'Unione Europea, l'incidenza dei disturbi dello spettro autistico è in aumento, con percentuali superiori a 100 casi per 10.000 persone e che attualmente è di circa dieci volte maggiore rispetto alla diffusione di tumori cerebrali infantili. Inoltre, la mancanza di una terapia efficace e la necessità di intervenire costantemente sui pazienti per l’intera durata della loro vita costituiscono un impatto notevole sui sistemi sanitari nazionali.

La ricerca in neuroscienze permetterà di studiare le cause genetiche e le aree cerebrali coinvolte nelle diverse patologie, identificando molecole per nuove e più efficaci terapie, mentre attraverso le nanotecnologie sarà possibile sviluppare nanoparticelle per trasportare e rilasciare queste nuove molecole in modo preciso sul tessuto malato e personalizzando l’intervento a seconda del profilo genetico del paziente.

La diagnosi precoce di alcune malattie del neurosviluppo sarà migliorata grazie all’applicazione della robotica e delle neuroscienze cognitive, in grado, ad oggi, di misurare il comportamento delle persone e di identificarne alcune anomalie. Per esempio, nel caso dell’autismo è stato dimostrato che alcuni deficit cognitivi dei pazienti sono legati alle loro difficoltà motorie e l’utilizzo della robotica può permettere di quantificare tale difficoltà, ottenendo così uno strumento utile sia alla diagnosi del disturbo nei primi anni di vita del bambino, sia alla riabilitazione.

Infine, le competenze nel campo economico e di trasferimento tecnologico renderanno i nuovi scienziati più abili a pensare, progettare e realizzare dispositivi diagnostici e terapie adattabili alle esigenze del personale clinico e dei pazienti, senza trascurare gli aspetti di proprietà intellettuale e creazione di nuove imprese. Proprio questo ultimo aspetto vedrà il contributo dell’Università di Bologna grazie all’esperienza maturata attraverso l’innovativo progetto di formazione all’imprenditorialità accademica Unibo Launchpad, che dal 2015 accompagna i giovani ricercatori e le giovani ricercatrici con idee innovative maturate nel corso dei loro percorsi di ricerca che desiderano cimentarsi con il mercato esplorando così il loro potenziale imprenditoriale.

Il programma - ideato da Simone Ferriani, docente al Dipartimento di Scienze Aziendali dell'Alma Mater - è incentrato sull’idea che l’imprenditorialità si apprenda primariamente dai pari che hanno già seguito percorsi simili. "Siamo estremamente orgogliosi di essere parte di questo straordinario consorzio internazionale che punta a formare scienziati sempre più sensibili ai temi del trasferimento tecnologico e dell’imprenditoria", dichiara il prof. Ferriani. "L’esperienza maturata nei primi due anni di attività suggerisce che nei laboratori scientifici e nelle aule di dottorato sono spesso presenti non solo idee di frontiera ma anche persone con forti attitudini imprenditoriali che - se coltivate e affiancate nel modo giusto - possono innescare percorsi virtuosi di creazione di valore".

Grazie a Unibo Launchpad, i ricercatori prescelti dal progetto Minded potranno confrontarsi e interagire con altri scienziati che hanno avviato con successo percorsi imprenditoriali, unitamente a una nutrita rete di mentori, investitori e docenti impegnati a costruire percorsi sfidanti di valorizzazione commerciale della ricerca. Per i progetti a maggior potenziale il programma prevede inoltre un ulteriore periodo di accelerazione in Silicon Valley e a Londra, nel cuore di due tra gli ecosistemi imprenditoriali più dinamici al mondo.

Il progetto Minded rispecchia la filosofia alla base delle Marie Skłodowska-Curie Actions, ovvero la convinzione che la circolazione di idee e lo scambio di buone pratiche di scienza tra ricercatori di diversi paesi, permettano ai buoni “cervelli” di acquisire nuove competenze e impostare una carriera di alto livello.

I partner di Minded sono: in Italia l’Università di Bologna, l’IIT e la SISSA di Trieste, in Francia l’Université Paris–Sud, in Inghilterra la Durham University e l’University College of London, in Portogallo l’Universidade do Minho, in Germania il Deutsches Krebsforschungszentrum in Heidelberg, il Max Planck Gesellschaft di Monaco e il Forschungszentrum di Jülich, nei Paesi Bassi il Radboud University Medical Center, in Svizzera l’EPFL-Ecole Polytechnique Federale de Lausanne, in Finlandia i Charles River Labs, in Israele la Tel Aviv University e negli Stati Uniti la Stanford University.