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PNRR, Partenariati estesi: un altro grande successo nazionale per l’Alma Mater

Con l’esito della valutazione dei Partenariati Estesi, pubblicata il 2 agosto, l’Università di Bologna conferma il suo primato per la presenza in progetti di ricerca e innovazione finanziati con il PNRR attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca. Questo ulteriore successo si aggiunge a quelli conseguiti con i 5 Campioni Nazionali, l'Ecosistema regionale dell'innovazione, le 6 infrastrutture di ricerca e le 289 nuove borse di dottorato – delle quali 202 cofinanziate dalle imprese – e sancisce il ruolo di primo piano dell’Ateneo nel sistema della ricerca e dell’innovazione del nostro Paese.

Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha reso noti ieri i risultati delle valutazioni dei progetti di Partenariati Estesi PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Si tratta dell’ultimo bando competitivo, in ordine di tempo, relativo agli investimenti in progetti di ricerca della Missione 4 Componente 2 del PNRR (istruzione e ricerca: dalla ricerca all’impresa). Le valutazioni rappresentano un grande successo per l’Alma Mater: tutti i progetti che vedono la partecipazione dell’Università di Bologna – 13 su 14 – sono stati ammessi alla fase negoziale che prelude alla concessione del finanziamento.  

 

Questi progetti, che dispongono di una dotazione media di 120 milioni di euro ciascuno, sono caratterizzati da un approccio interdisciplinare e sono realizzati da reti diffuse di università, enti di ricerca ed altri soggetti pubblici e privati impegnati in attività di ricerca, altamente qualificati e internazionalmente riconosciuti. I Partenariati Estesi, raccordando la ricerca di base con la ricerca applicata e prevedendo un ampio coinvolgimento delle imprese, hanno l’ambizione di rafforzare le filiere della ricerca a livello nazionale e di promuoverne la partecipazione alle iniziative strategiche europee e globali.  

 

I Partenariati Estesi andranno a finanziare 14 grandi programmi di ricerca su altrettante tematiche, individuate dal MUR come di interesse cruciale per lo sviluppo culturale, sociale, scientifico, tecnologico e medico. Esse sono: 1. intelligenza artificiale; 2. energie verdi del futuro; 3. rischi ambientali, naturali e antropici; 4. scienze e tecnologie quantistiche (l’unico a cui l’Ateneo non ha partecipato); 5. cultura umanistica e patrimonio culturale; 6. diagnostica e terapie innovative nella medicina di precisione; 7. cybersecurity, nuove tecnologie e tutela dei diritti; 8. conseguenze e sfide dell’invecchiamento; 9. sostenibilità economico-finanziaria dei sistemi e dei territori; 10. modelli per un’alimentazione sostenibile; 11. made in Italy circolare e sostenibile; 12. neuroscienze e neurofarmacologia; 13. malattie infettive emergenti; 14. telecomunicazioni del futuro. Le tematiche dei Partenariati Estesi sono prioritarie per lo sviluppo della cultura, della società, dell'economia, della tecnologia e della medicina nei prossimi decenni, in coerenza con gli obiettivi del programma quadro europeo per la ricerca Horizon Europe, recepiti dal Piano Nazionale per la Ricerca. Si tratta di argomenti non solo stimolanti per la ricerca di base, ma anche dotati di grandi potenzialità applicative che avranno un'enorme influenza sulla nostra vita e sul mondo che ci circonda. 

 

Ciascuna tematica ha visto la selezione di uno solo fra i progetti presentati. . L’Università di Bologna è partner in tutti i progetti vincitori nelle relative tematiche (eccetto il parternariato 4, nel quale non ha partecipato ad alcun progetto). L’Ateneo è inoltre il soggetto coordinatore (hub) del progetto selezionato per il tema “sostenibilità economico-finanziaria dei sistemi e dei territori”; nella maggior parte degli altri progetti vincitori ha un ruolo primario di organizzazione e coordinamento di specifiche attività di ricerca (spoke). 

 

Gli investimenti che arriveranno all’Università di Bologna attraverso i Partenariati Estesi ammonteranno a oltre 100 milioni di euro e saranno utilizzati per assumere ricercatori a tempo determinato, bandire borse di dottorato di ricerca, acquisire attrezzature e infrastrutture per la ricerca, e acquistare i beni e i servizi necessari all’implementazione dei progetti. 

 

“È un successo straordinario”, commenta il Rettore Giovanni Molari, “che premia l’impegno di tante colleghe e tanti colleghi, che in questi mesi, con grande lavoro di squadra, hanno elaborato progetti di riconosciuta eccellenza. Siamo un Ateneo grande, variegato, trasversale, e proprio per questo sappiamo dare il meglio in tanti campi della ricerca. Un simile risultato, inoltre, conferma la nostra volontà e capacità di competere non solo e non tanto per vincere, ma soprattutto per collaborare e per condividere obiettivi di grande rilevanza sociale”    

 

Quest’ultimo risultato giunge a coronare un’importante serie di successi a livello nazionale.  

 

L’Alma Mater è anche capofila del progetto regionale per la transizione ecologica che prevede un investimento nazionale di 1,3 miliardi; è tra i 51 enti fondatori del Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computingche sorgerà a Bologna e ospiterà uno degli spoke dei Centri Nazionali sulle nuove tecnologie in agricoltura (Agritech) e sulla mobilità del futuro. 

 

Grazie ai fondi della missione PNRR “Dalla Ricerca all’Impresa”, l’università porterà inoltre al Distretto del Navile un investimento da più di 10 milioni di euro per acquisire e installare strumentazioni e piattaforme tecnologiche d’avanguardia. L’obiettivo è dare vita ad un centro di eccellenza per la ricerca e l’innovazione in tre settori chiave: la transizione energetica, la mobilità sostenibile e i materiali avanzati. 

 

Inoltre saranno 202 le borse di dottorato attivate nell’ambito del PNRR per un investimento di oltre 14 milioni di euro, di cui la metà – oltre 7 milioni – arriva dal sistema delle imprese. Il tessuto produttivo ha risposto con entusiasmo alla sfida lanciata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e alle proposte di collaborazione avanzate dall’Alma Mater, cofinanziando la totalità dei dottorati assegnati.