Unibo Magazine

L'Europa è il continente che si riscalda più rapidamente e che vede una sempre maggiore diffusione di siccità e scarsità idrica. L'agricoltura, fortemente dipendente dalla disponibilità d'acqua ma, al tempo stesso, protagonista della sua gestione, riveste un ruolo centrale per garantire sia la sicurezza alimentare sia la sostenibilità ambientale.

Una sfida che può essere affrontata solo attraverso la combinazione di conoscenze scientifiche, tecnologie digitali, approcci “nature based”, coinvolgimento degli agricoltori e adeguate politiche di supporto. Sono i risultati di oltre quattro anni di attività del  network internazionaleFruitCREWS” (Fruit tree Crop REsponses to Water deficit and decision support Systems applications), coordinato dalla professoressa Brunella Morandi  del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (DISTAL) dell'Università di Bologna, illustrati nel workshop conclusivo della COST Action ospitato a Bruxelles presso l'European Parliament Info Hub.

Nata per approfondire la conoscenza delle risposte degli alberi da frutto allo stress idrico e migliorare i sistemi di supporto alle decisioni per l'irrigazione, FruitCREWS ha coinvolto oltre 350 esperte ed esperti provenienti da 43 Paesi distribuiti in 5 continenti. Nel corso del progetto, ricercatrici e ricercatori di discipline diverse – dalla fisiologia vegetale alla modellistica, dalle tecnologie di monitoraggio alla gestione dell'irrigazione fino al trasferimento delle innovazioni nella pratica agricola – hanno collaborato allo sviluppo di nuove conoscenze e soluzioni per aiutare il settore agricolo ad affrontare gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.

Tra i principali risultati emersi, la consapevolezza che le tecnologie oggi disponibili consentono già un uso più efficiente dell'acqua grazie all'integrazione di previsioni meteorologiche, telerilevamento, sensori, modelli fisiologici e strumenti di intelligenza artificiale. 

Nonostante l'elevato livello di maturità tecnologica, tuttavia, questi sistemi sono ancora poco diffusi tra gli agricoltori. Le ricerche condotte nell'ambito di FruitCREWS hanno dimostrato che gli ostacoli non sono esclusivamente tecnologici: costi, affidabilità percepita, limitato supporto tecnico, insufficiente formazione, scarsa fiducia e carenze nella comunicazione continuano infatti a rallentarne l'adozione. Gli investimenti nell'innovazione dovranno quindi essere accompagnati da un più efficace trasferimento delle conoscenze, attività formative, dimostrazioni in campo e un supporto tecnico continuativo.

FruitCREWS ha individuato una serie di priorità di ricerca volte a sostenere la transizione verso un'agricoltura resiliente ai cambiamenti climatici: tecnologie di monitoraggio più affidabili, modelli più avanzati per la gestione dell'irrigazione, strategie per l'utilizzo di fonti idriche alternative e un maggiore ricorso agli strumenti dell'agricoltura di precisione.

Durante il workshop, inoltre, è emerso come una gestione integrata delle risorse idriche debba considerare sia l'offerta sia la domanda di acqua: esistono importanti opportunità legate al riutilizzo e al riciclo delle acque, al miglioramento della capacità di ritenzione idrica degli ecosistemi agricoli, mentre irrigazione di precisione, miglioramento genetico delle colture, pratiche agronomiche innovative, tecnologie digitali e intelligenza artificiale offrono un significativo potenziale per incrementare l'efficienza. La sfida consiste nell'integrare questi approcci in sistemi agricoli concretamente adottabili su larga scala.

I cambiamenti climatici stanno aumentando non solo la frequenza dei periodi di siccità, ma anche la domanda evaporativa dell'atmosfera, rendendo la scarsità idrica una sfida che va ben oltre il settore agricolo. L'agricoltura, oltre a garantire la produzione alimentare, svolge importanti servizi ecosistemici attraverso l'evapotraspirazione, il raffrescamento ambientale, la ricarica delle falde e il mantenimento del ciclo idrologico. Di conseguenza, pur essendo necessario continuare a migliorare l'efficienza nell'uso dell'acqua, esistono limiti fisiologici al di sotto dei quali non è possibile mantenere la produttività delle colture. Le strategie future dovranno quindi puntare sulla combinazione di irrigazione efficiente, migliore gestione del suolo e delle colture, tecnologie digitali e approcci integrati alla gestione delle risorse idriche, piuttosto che sulla semplice riduzione dei volumi irrigui.

Sebbene la COST Action si concluda formalmente nell'ottobre 2026, la comunità scientifica costruita in questi anni è destinata a proseguire la collaborazione, con l'obiettivo di sviluppare ulteriormente ricerca e innovazione per rendere l'agricoltura europea più resiliente alla scarsità d'acqua, preservandone al tempo stesso produttività, competitività e sostenibilità ambientale.