Unibo Magazine

Come cambia il concetto di corpo nell’epoca dell’intelligenza artificiale? E cosa succede quando creatività, identità e desiderio passano attraverso algoritmi e tecnologie digitali? Sono alcune delle domande al centro di “Dawn to the Post-Human Age: Artificial Bodies & Generative AI in Contemporary Japan and Beyond”, la XVI edizione di NipPop: Parole e Forme da Tokyo a Bologna - festival annuale ideato e curato da docenti di Lingua, Cultura e Letteratura Giapponese dell’Università di Bologna - in programma dal 12 al 14 giugno negli spazi del DAMSLab di Bologna (Piazzetta P.P. Pasolini, 5b).

Tre giornate in cui il rapporto tra intelligenza artificiale, corpo e creatività sarà esplorato attraverso incontri, panel, workshop e momenti performativi che attraverseranno letteratura, manga, animazione, cinema e videogiochi per interrogarsi su come le tecnologie stiano ridefinendo i confini tra umano e non umano, tra abilità e disabilità, tra identità fisica e digitale. Corpi potenziati, corpi amputati, corpi in transizione o non conformi diventano punti di osservazione privilegiati per comprendere trasformazioni che riguardano tutte e tutti.

Tra le protagoniste di questa edizione c’è l’artista e illustratrice giapponese Sugawa Makiko, che presenterà la mostra “Dove finisce il corpo. Sugawa Makiko – Manifesta”, ospitata nella Hall del DAMSLab. Si tratta della prima esposizione italiana dell’artista, che porta in scena figure sensuali, sicure di sé, avvolte in merletti e che presentano arti connessi da giunture decorative visibili: cerniere esibite anziché nascoste, protesi che non si scusano della loro presenza ma la rivendicano come elemento di bellezza. Dietro questa scelta estetica c'è una storia personale: Sugawa ha perso la gamba sinistra a causa di un cancro. Non nel senso di un superamento traumatico, ma di una chiarezza nuova: il corpo artificiale non è una mancanza, è una specificità.

Accanto all’arte visiva, ampio spazio sarà dedicato alla letteratura e alla scrittura contemporanea. Tra le ospiti c’è Li Kotomi, autrice taiwanese che scrive in lingua giapponese e vincitrice del Premio Akutagawa, che porterà al festival il suo romanzo “Se vuoi nascere o no”, ambientato in un futuro in cui la nascita è regolata da un “sistema delle nascite consensuali” istituito dal governo giapponese.

Il rapporto tra disabilità e tecnologia sarà esplorato insieme a Beatrice Tassone, disegnatrice, fumettista e attivista per i diritti delle persone autistiche e con disabilità, che ha trovato nel manga giapponese il linguaggio con cui raccontare se stessa: il suo manga autobiografico “Essere Bea - Diario di una ragazza autistica con la passione per il Giappone” racconta bullismo, diagnosi, famiglia e riscatto con un tono leggero ma mai superficiale. 

Nel corso del festival si alterneranno tavole rotonde, dialoghi con ospiti internazionali e momenti di approfondimento sulle diverse declinazioni dell’intelligenza artificiale nelle arti e nella società. Accanto ai panel, sono previsti workshop e masterclass aperti al pubblico, tra cui un laboratorio di traduzione manga e attività dedicate alla rappresentazione dei corpi non conformi e al make-up post-umano. 

L’iniziativa anche quest’anno è parte di Bologna Estate, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Territorio Turistico Bologna-Modena.