Unibo Magazine

E' stato inaugurato SimBo, il nuovo Centro di Simulazione ricavato all’interno del Padiglione 25 del Policlinico dell'Alma Mater. Lo storico blocco operatorio, che fino a pochi anni fa ospitava buona parte dell’attività chirurgica del Sant’Orsola (poi spostata nel moderno Polo Cardio Toraco Vascolare) e che nel 2020 era stato riconvertito in Padiglione Covid, rivive ora sotto una nuova veste. All’interno delle sale operatorie e delle rianimazioni dismesse è stata infatti realizzata un’avanzata struttura dedicata alla formazione dei professionisti: qui medici e operatori delle professioni sanitarie possono esercitarsi sul campo simulando scenari complessi e critici in un ambiente totalmente immersivo come ce ne sono pochi nel Paese, imparando, affinando e migliorando tecniche e protocolli prima di impiegarli sul paziente in carne e ossa.

Il Centro di simulazione dell’IRCCS, sviluppato dal Policlinico anche grazie alla collaborazione dell’Università di Bologna, si estende su un’area di quasi mille metri quadrati e include due sale operatorie con altrettanti ambienti dedicati al debriefing, una cabina di regia, uno spogliatoio e, al piano superiore, un reparto di degenza e una terapia intensiva completamente attrezzata. Con l’arrivo dei nuovi simulatori “top di gamma”, il Centro di Simulazione entra a pieno regime dopo una prima fase di rodaggio.

Al taglio del nastro hanno partecipato l’assessore regionale alle Politiche per la Salute Massimo Fabi, il magnifico rettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari, l’assessora all’Economia di vicinato e Commercio del Comune di Bologna Luisa Guidone e le direttrici generali del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS e dell’Azienda USL di Bologna, Chiara Gibertoni e Anna Maria Petrini.

“Il Centro di Simulazione Clinica - ha detto il Rettore Giovanni Molari - nasce da una collaborazione avviata ormai tre anni fa tra l’Università e il Policlinico e vuole essere un ponte non solo tra didattica e pratica assistenziale, ma anche tra formazione e ricerca clinica. Infatti, oltre a potenziare la capacità formativa a vantaggio in ultima analisi dei pazienti, il Centro dovrà mettere a punto metodi nuovi standard educativi per portare studenti, specializzandi e professionisti più vicini alla frontiera scientifica”.

SimBo permette anche di testare le cosiddette “non technical skills” negli scenari di emergenza, come ad esempio una difficile gestione delle vie aeree, un’emorragia massiva o un parto che si complica all’improvviso. Eventi che sul campo non si presentano di frequente, ma che quando si verificano devono essere gestiti efficacemente.  Le attività di formazione si concentrano soprattutto sulle aree dell’emergenza-urgenza, pediatrica e donativo-trapiantologica, ma sono adatte a ogni tipo di specializzazione. Le simulazioni vengono inoltre registrate in modo da essere analizzate in un successivo debriefing per individuare le aree di miglioramento.

Al momento per esercitarsi i professionisti hanno a disposizione tre simulatori top di gamma e sette simulatori ad alta fedeltà. Si tratta di riproduzioni del corpo umano (disponibili nella versione adulta, pediatrica e neonatale per le diverse esigenze) che imitano in tutto e per tutto i pazienti. I simulatori top di gamma, in particolare, sono dotati di intelligenza artificiale, mimica facciale, capacità di parlare, muovere le braccia, sudare e piangere. Possono ad esempio esprimere dolore con smorfie ed esclamazioni o contorcersi in preda alle convulsioni, mentre la pupilla risponde alle fonti luminose allargandosi o restringendosi. In più tali simulatori si interfacciano efficacemente con tutta la strumentazione del Policlinico: questo significa che i dispositivi medici come l’elettrocardiogramma sono in grado di leggere i parametri vitali emessi dallo stesso simulatore. Una caratteristica che permette non solo di aumentare il realismo della simulazione, ma anche di offrire a studenti e professionisti l’opportunità di familiarizzare con le stesse apparecchiature che utilizzeranno nella pratica clinica.

Si tratta di sistemi di ultima generazione (il valore del modello più avanzato supera i 200mila euro) capaci di riprodurre parametri vitali, alterazioni cardiache-polmonari e reazioni fedeli agli stimoli esterni. Per l’acquisizione dei dispositivi del Centro (i simulatori “top di gamma” e “ad alta fedeltà”, ma anche altri strumenti) sono stati finora impiegati 500mila euro derivanti da fondi PNRR.

Il taglio del nastro ha preceduto l’avvio di un convegno scientifico dedicato al tema della simulazione, ospitato per tutta la giornata nella vicina aula “I Maestri”. Tra interventi, discussioni e tavole rotonde, l’evento vede la partecipazione di diversi esperti del settore sanitario ma anche di piloti dell’Aeronautica Militare Italiana e di dirigenti dei Vigili del Fuoco.