“Il Centro di Simulazione Clinica - ha detto il Rettore Giovanni Molari - nasce da una collaborazione avviata ormai tre anni fa tra l’Università e il Policlinico e vuole essere un ponte non solo tra didattica e pratica assistenziale, ma anche tra formazione e ricerca clinica. Infatti, oltre a potenziare la capacità formativa a vantaggio in ultima analisi dei pazienti, il Centro dovrà mettere a punto metodi nuovi standard educativi per portare studenti, specializzandi e professionisti più vicini alla frontiera scientifica”.
SimBo permette anche di testare le cosiddette “non technical skills” negli scenari di emergenza, come ad esempio una difficile gestione delle vie aeree, un’emorragia massiva o un parto che si complica all’improvviso. Eventi che sul campo non si presentano di frequente, ma che quando si verificano devono essere gestiti efficacemente. Le attività di formazione si concentrano soprattutto sulle aree dell’emergenza-urgenza, pediatrica e donativo-trapiantologica, ma sono adatte a ogni tipo di specializzazione. Le simulazioni vengono inoltre registrate in modo da essere analizzate in un successivo debriefing per individuare le aree di miglioramento.
Al momento per esercitarsi i professionisti hanno a disposizione tre simulatori top di gamma e sette simulatori ad alta fedeltà. Si tratta di riproduzioni del corpo umano (disponibili nella versione adulta, pediatrica e neonatale per le diverse esigenze) che imitano in tutto e per tutto i pazienti. I simulatori top di gamma, in particolare, sono dotati di intelligenza artificiale, mimica facciale, capacità di parlare, muovere le braccia, sudare e piangere. Possono ad esempio esprimere dolore con smorfie ed esclamazioni o contorcersi in preda alle convulsioni, mentre la pupilla risponde alle fonti luminose allargandosi o restringendosi. In più tali simulatori si interfacciano efficacemente con tutta la strumentazione del Policlinico: questo significa che i dispositivi medici come l’elettrocardiogramma sono in grado di leggere i parametri vitali emessi dallo stesso simulatore. Una caratteristica che permette non solo di aumentare il realismo della simulazione, ma anche di offrire a studenti e professionisti l’opportunità di familiarizzare con le stesse apparecchiature che utilizzeranno nella pratica clinica.
Si tratta di sistemi di ultima generazione (il valore del modello più avanzato supera i 200mila euro) capaci di riprodurre parametri vitali, alterazioni cardiache-polmonari e reazioni fedeli agli stimoli esterni. Per l’acquisizione dei dispositivi del Centro (i simulatori “top di gamma” e “ad alta fedeltà”, ma anche altri strumenti) sono stati finora impiegati 500mila euro derivanti da fondi PNRR.
Il taglio del nastro ha preceduto l’avvio di un convegno scientifico dedicato al tema della simulazione, ospitato per tutta la giornata nella vicina aula “I Maestri”. Tra interventi, discussioni e tavole rotonde, l’evento vede la partecipazione di diversi esperti del settore sanitario ma anche di piloti dell’Aeronautica Militare Italiana e di dirigenti dei Vigili del Fuoco.