L'agricoltura in ambiente controllato comprende soluzioni che vanno dalle serre a bassa tecnologia alle vertical farm ad alta tecnologia, e consente di coltivare cibo tutto l'anno con una maggiore efficienza nell'uso delle risorse, indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne. È in questo ambito che si svolge l'attività di ricerca di FIT4CEA, progetto europeo a cui partecipa anche l'Università di Bologna, con il suo Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari.
Coordinato dalla Wageningen University, il progetto riunisce 22 partner, tra cui istituti di ricerca, università, piccole e medie imprese e associazioni di categoria, con la partecipazione di istituzioni extra-EU come la Seoul National University (Corea del sud) e la Laval University (Canada). L'obiettivo è valorizzare il potenziale dell’agricoltura in ambiente controllato come sistema produttivo resiliente ai cambiamenti climatici per la produzione di alimenti sani e nutrienti – in particolare ortaggi e frutta – attraverso innovazioni e tecnologie che considerino tutte le dimensioni della sostenibilità (ambientale, economica e sociale).
Al centro del progetto ci sono quattro Living Lab, ognuno dedicato a sperimentare un approccio diverso alla CEA, adatto alle condizioni locali. E l'Alma Mater ne ospita uno, insieme a Kilowatt, dedicato allo sviluppo di nuovi protocolli per colture innovative in ambienti indoor e urbani. Gli altri tre sono nei Paesi Bassi, in Grecia e in Spagna.
Il gruppo del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (guidato da Giuseppina Pennisi e Francesco Orsini) si concentrerà in particolare sull'ottimizzazione di colture ad alto valore nutrizionale ancora poco utilizzate nell'agricoltura in ambiente controllato. Per farlo, gli studiosi lavoreranno anche all'integrazione di piattaforme di sensori e robotica per il monitoraggio in tempo reale della qualità del prodotto e allo sviluppo di modelli di fenotipizzazione adattativi basati su machine learning per la previsione delle performance di nuove colture e varietà. Le sperimentazioni saranno condotte all'AlmaVFarm, la vertical farm sperimentale del Dipartimento, e presso l’azienda svedese partner del progetto (Nära Sverige).