L'Università di Bologna, con il Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi", è tra gli organizzatori della conferenza internazionale DIS2026: la trentatreesima edizione dell’International Workshop on Deep Inelastic Scattering and Related Subjects. Con l'Alma Mater sono co-organizzatori le Divisioni di Bologna e Ferrara dell'INFN e il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell'Università di Ferrara.
La conferenza DIS torna a Bologna per la seconda volta. Venticinque anni fa la città ha, infatti, ospitato l’edizione DIS2001, presieduta da Antonino Zichichi, allora professore ordinario dell’Università di Bologna e già presidente INFN. In questa edizione, sarà quindi previsto un contributo in ricordo del grande scienziato recentemente scomparso.
A conclusione dell'evento, sabato 9 maggio, tra le 14 e le 18, ci sarà un momento di incontro con la cittadinanza e in particolare con bambine e bambini tra 5 e 11 anni. Nel Complesso e Chiostro di San Giovanni in Monte (Piazza San Giovanni in Monte, 2 - Bologna), i più piccoli potranno viaggiare "Alla scoperta dell’Universo invisibile" e scoprire le proprietà della luce partecipando al laboratorio-spettacolo "Da dove vengono i colori?"
Alla conferenza DIS2026 partecipano 350 fisiche e fisici provenienti da tutto il mondo. Il tema centrale è lo studio degli urti ad alta energia tra elettroni e nucleoni (protoni e neutroni), noti appunto come "deep inelastic scattering", o "diBusione profondamente inelastica". Si tratta di un ambito di ricerca che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della fisica delle particelle. Proprio grazie a esperimenti in questo campo è stata, infatti, confermata l’esistenza dei quark, le particelle elementari che formano i protoni e neutroni.
La conferenza offre quindi ai partecipanti l’opportunità di approfondire e confrontarsi su molte delle domande ancora aperte in questo campo di ricerca, a partire dagli ultimi risultati ottenuti grazie agli esperimenti al CERN di Ginevra e in altri grandi laboratori internazionali, come il Brookhaven National Laboratory e il JeBerson Lab negli Stati Uniti. Ampio spazio sarà dedicato, inoltre, al futuro di questo campo di ricerca con esperimenti di prossima generazione come HiLumi LHC al CERN e l’Electron-Ion Collider negli Stati Uniti, oltre a progetti di lungo termine come il Future Circular Collider, che potrebbe essere il prossimo acceleratore di punta del CERN.