"La nostra collaborazione con PLAY Festival del Gioco ha evidenziato l'importanza di avviare dialoghi costruttivi con gli ideatori di un'iniziativa capace di coniugare rigore scientifico e approcci ludico-educativi accessibili a tutte e tutti – ha dichiarato Maria Letizia Guerra, Delegata per l’Impegno Pubblico - A PLAY, il valore generato dall’Università di Bologna attraverso le ricerche multidisciplinari nell'ambito del gioco diventa un patrimonio collettivo e concreto, capace di avvicinare tutte e tutti alla conoscenza, giocando”.
“Con questo progetto dedicato alle scuole abbiamo voluto dimostrare come il gioco possa essere uno strumento incisivo per l’apprendimento e la crescita personale e professionale dei giovani. Investire in iniziative educative di questo tipo è un valore per il futuro delle nuove generazioni”, ha affermato Franco Dal Negro, CEO di Dal Negro, marchio storico nato a Treviso nel 1928, simbolo del gioco italiano e dell’eccellenza artigianale.
“La bellezza della partecipazione dell’Università di Bologna a PLAY sta anche nella diversità delle proposte e dei progetti - ha commentato Federico Plazzi, professore al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali - Nelle tre giornate di festival si alterneranno giochi frutto del lavoro di biologi, psicologi, linguisti, filosofi, matematici, pedagogisti, medici, storici; ci saranno proposte per l’età della scuola primaria, per adolescenti e per chiunque; si parlerà di origine delle stelle, del funzionamento di un trattore, di come evitare di sprecare il cibo e di mille altri temi. La presenza a PLAY non fa che rendere davvero tangibile l’etimologia della parola stessa università”.
“La collaborazione con l’Alma Mater conferma il nostro impegno nel promuovere iniziative che uniscono tradizione e innovazione, ponendo il gioco al centro dell’apprendimento”, ha concluso Francesco Saruggeri, Direttore Generale di Dal Negro.