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L'Università di Bologna rafforza la propria collaborazione internazionale nell'ambito della valorizzazione del patrimonio culturale equestre. È in corso in questi giorni la visita a Bologna di Marie-Laure Peretti, responsabile della Bibliothèque Mondiale du Cheval, la biblioteca digitale universale dedicata al cavallo promossa dalla MRSH – CNRS Université de Caen Normandie. La visita è l'occasione per una serie di incontri istituzionali e di lavoro finalizzati a consolidare la collaborazione avviata tra l'ateneo bolognese e l'istituzione francese.

La collaborazione tra l'Università di Bologna e la Bibliothèque Mondiale du Cheval nasce nell'ambito del Progetto culturale di valorizzazione del mondo del cavallo e delle tradizioni ippiche ed equestri italiane, promosso dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) – Direzione generale dell'Ippica, al quale l'Alma Mater aderisce attraverso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie.

Obiettivo del progetto è valorizzare, attraverso uno studio sistematico e scientificamente attendibile, il patrimonio culturale legato al cavallo in Italia, a partire dal fondo equestre della Biblioteca Storica Nazionale dell'Agricoltura, custodito nel Palazzo del MASAF: un fondo di circa 480 volumi, in varie lingue, che spaziano dalla mascalcia alla veterinaria, dall'equitazione all'allevamento, fino all'impiego sportivo e militare del cavallo. Il coordinamento scientifico delle attività è affidato a un apposito Comitato scientifico, composto da esperti del settore e rappresentanti istituzionali del mondo ippico ed equestre italiano.

In questo quadro, la Biblioteca Universitaria di Bologna (BUB) e la Biblioteca di Veterinaria "G.B. Ercolani" hanno organizzato la mostra “Equus, l'armonia perfetta: anatomia e rappresentazione del cavallo”, e hanno avviato una collaborazione con la Bibliothèque Mondiale du Cheval per la condivisione e valorizzazione di opere digitalizzate dedicate al cavallo. Allestita nell'Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna (via Zamboni 33-35), la mostra è visitabile fino al 19 luglio come parte del percorso museale di Palazzo Poggi. 

Nel corso della settimana, la visita prevede anche incontri con i membri del Comitato scientifico, tra cui l'avv. Francesco Ferroni e con rappresentanti della Biblioteca Storica Nazionale dell'Agricoltura, a conferma della volontà di consolidare un dialogo stabile tra le istituzioni coinvolte nella valorizzazione del patrimonio equestre.

La Bibliothèque Mondiale du Cheval, sviluppata dal Pôle du Document numérique della MRSH – CNRS Université de Caen Normandie, dedica da tempo un lavoro specifico alla tradizione equestre italiana, che rappresenta uno dei terreni più fecondi per la storia del cavallo in Europa. Una bibliografia di circa 250 titoli, tra opere a stampa e manoscritti, ripercorre tre grandi fasi: dall'Antichità e dal Medioevo — con figure come l'ippiatra calabrese Giordano Ruffo (XIII secolo) — fino al Rinascimento e ai secoli XVII-XX, sino al capitano Federico Caprilli, che a cavallo tra Otto e Novecento rivoluzionò l'equitazione sportiva con il "sistema naturale di equitazione da campagna". Tra gli autori italiani censiti figurano nomi centrali della trattatistica equestre rinascimentale come Federico Grisone, Cesare Fiaschi (bolognese, autore nel 1556 del Trattato dell'imbrigliare, maneggiare, et ferrare cavalli), Giovan Battista Pignatelli e Pasqual Caracciolo, insieme a testimonianze artistiche come la Sala dei Cavalli di Palazzo Te a Mantova.

"Le forze vive della cultura equestre hanno messo a disposizione le loro competenze"- ha sottolineato Marie-Laure Peretti - "Pascal Bouléon, come direttore della Bibliothèque, Xavier Libbrecht e Mauro Checcoli, per la connessione tra cultura e sport, e Giovanni Battista Tomassini, per la divulgazione e le relazioni tra Italia e Francia."