“Saguaro” è una galassia a spirale ad un redshift pari a 2, corrispondente a circa 3,3 miliardi di anni dal Big Bang. È stata chiamata così perché i suoi bracci ricordano quelli dei cactus saguaro che crescono nel sud dell’Arizona: i classici cactus che compaiono nei film western. Ma non solo: al centro di questa galassia compare un “piccolo punto rosso” che ricorda il frutto rosso dei cactus saguaro.
"Saguaro è formata da un nucleo compatto simile a un 'little red dot', circondato dai bracci di una galassia a spirale", conferma Cristian Vignali, professore al Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna, tra gli autori dello studio. "A partire da queste caratteristiche, abbiamo voluto verificare se l'aspetto attuale della galassia Saguaro possa essere uno stadio evolutivo più avanzato di un 'piccolo punto rosso'".
Per verificare questa ipotesi, gli studiosi hanno simulato come apparirebbe la galassia Saguaro se fosse molto più distante nell’universo (e quindi se apparisse come molto più giovane). Il risultato? La struttura a spirale che circonda il nucleo non sarebbe più percepibile dagli strumenti dei telescopi spaziali e apparirebbe solo il cuore rosso di Saguaro, proprio come un “little red dot”.