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Anatomia umana, arte del fumetto e medicina di precisione si incontrano per raccontare la malattia attraverso immagini, storie e sguardi diversi. È la mostra “La piccola bellezza. Graphic Anatomy e Medicina Molecolare”, ospitata fino al 18 settembre alla Collezione delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo” (via Irnerio, 48 – Bologna).

Organizzata dal Sistema Museale di Ateneo, dal Centro di Anatomia Clinica e Chirurgica Sperimentale e Molecolare del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie, dal Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna, dall’Accademia di Belle Arti di Bologna e da Graphic Medicine Italia, nell’ambito del programma del Festival della Scienza Medica promosso da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, l’esposizione si articola in un percorso interdisciplinare in cui sono protagoniste storie reali di pazienti.

Il percorso nasce dall’incontro tra discipline diverse: l’anatomia, fondamento storico e scientifico della medicina; la medicina molecolare, che studia i meccanismi cellulari e genetici alla base della salute e della malattia; e la graphic medicine, che utilizza il fumetto per raccontare l’esperienza della cura, della diagnosi e della trasformazione del corpo.

“La mostra nasce dal desiderio di costruire un ponte tra il sapere scientifico e l’esperienza vissuta della malattia”, spiega il Professor Stefano Ratti, curatore della mostra. “Il fumetto permette di tradurre concetti complessi in immagini accessibili, ma anche di dare spazio alla dimensione biografica, emotiva e relazionale dei pazienti e delle loro famiglie”.

In esposizione una selezione di tavole originali di Ernesto Anderle, Matteo Farinella, Elena Mistrello, Francesco Rossi e Paola Zanghì, che accompagna il pubblico in un percorso narrativo in cui il corpo non è presentato soltanto come oggetto di studio, ma come luogo attraversato da storie, fragilità, relazioni e possibilità di cura.

Attraverso il linguaggio del fumetto, La piccola bellezza esplora lo “strappo biografico” prodotto dalla malattia: un cambiamento che non riguarda solo il corpo, ma anche la quotidianità, i progetti di vita, le relazioni e il modo in cui ciascuno percepisce sé stesso.

“L’anatomia ha sempre avuto una forte dimensione visiva”, continua il Professor Ratti. “Dalle tavole anatomiche alla ceroplastica, la storia della medicina è anche una storia di immagini. Con questa mostra vogliamo proseguire quella tradizione, rileggendola alla luce della biologia molecolare, della medicina di precisione e delle nuove forme di narrazione visuale”.

Il percorso si conclude con una sezione dedicata alla rilettura della tradizione anatomica bolognese - da Mondino de’ Liuzzi alla ceroplastica - in un dialogo tra passato e presente, tra patrimonio museale e ricerca scientifica.