Perché a scuola impariamo a leggere e a scrivere e studiamo la grande letteratura per comprendere il mondo ed esprimerci, senza necessariamente diventare scrittori? E perché, invece, non impariamo a leggere e a scrivere musica, a conoscere la grande tradizione musicale non per diventare compositori, ma per sviluppare creatività e capacità di pensiero musicale?
Da queste domande nasce “Pensare la musica”: l’iniziativa in programma alle 18 di giovedì 28 maggio al DAMSLab Auditorium (Piazzetta P.P. Pasolini 5b, Bologna), curata dalla professoressa Carla Cuomo del Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater in collaborazione con l’Associazione fra Docenti Universitari Italiani di Musica (ADUIM) e con il coinvolgimento dei bambini dell’Istituto Comprensivo 13 di Bologna, formati dal CEMI – Centro per l’Educazione Musicale Infantile.
Non un concerto, performance o saggio finale, ma il momento conclusivo di un percorso formativo strettamente legato a una ricerca scientifica. Il progetto vede collaborare, per la prima volta, musicologi delle Università e compositori dei Conservatori, impegnati nella definizione di un approccio innovativo alla composizione musicale accessibile a tutte e tutti.
Il metodo si fonda su quattro pilastri: l’apprendimento collaborativo, che prevede la composizione in gruppo; una didattica per modelli, che offrono un’impalcatura di riferimento per le scelte compositive; una metodologia laboratoriale basata sull’apprendistato cognitivo; infine, una piena integrazione tra apprendimento formale, non formale e informale. Ne deriva una didattica critica e riflessiva, che accompagna studentesse e studenti a immaginare possibilità compositive, progettarle, sperimentarle, osservarle e discuterle, fino a verificarne gli esiti anche in un contesto pubblico.
Al centro del progetto non vi sono solo i brani realizzati, ma soprattutto il percorso di apprendimento, che riflette un modello democratico e inclusivo di educazione musicale.
A partire da un brano musicale proposto quale modello, le studentesse e gli studenti hanno composto entro due filoni di lavoro: composizione con le note, con notazione convenzionale, composizione con i suoni e dei suoni, con notazione non convenzionale.
Saranno presentate le composizioni inedite, di volta in volta illustrate dai docenti-tutor dei gruppi di lavoro: Riccardo Ancona, Federico Favali, Damiano Ferretti, Marco Infantino, Leo Izzo, Paolo Marzocchi, Ingrid Pustijanac. A seguire, la componente studentesca spiegherà come si è svolto il processo compositivo e farà ascoltare i brani.