Un team internazionale di astrofisici ha realizzato la mappa più dettagliata mai ottenuta della cosiddetta “ragnatela cosmica”, la gigantesca struttura fatta di filamenti di materia oscura e galassie che costituisce l’ossatura dell’Universo. Il risultato è stato pubblicato su The Astrophysical Journal da un team guidato dall’Università della California a Riverside, a cui hanno partecipato anche ricercatrici e ricercatori del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” (DIFA) dell'Università di Bologna.
Descrizione della foto in alto: Il vertice indica il presente e ogni galassia è collocata alla sua distanza nel tempo, fino a quando l'universo aveva meno di un miliardo di anni (fonte: Hossein Hatamnia, UC Riverside)
La nuova mappa è stata ottenuta grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale James Webb (JWST), nell’ambito del progetto COSMOS-Web, il più grande programma osservativo mai dedicato dal telescopio allo studio dell’evoluzione cosmica. Grazie ad esso gli astronomi sono riusciti ad osservare galassie molto più deboli e lontane rispetto al passato, ottenendo così una ricostruzione tridimensionale della rete cosmica senza precedenti per dettaglio e profondità.
Infatti è stata ricostruita la distribuzione di oltre 164mila galassie lungo quasi 14 miliardi di anni di storia cosmica, arrivando ad osservare strutture formatesi quando l’Universo aveva meno di un miliardo di anni d’età.
“Il programma osservativo COSMOS-Web ci permette di combinare il potere risolutivo e la sensibilità di JWST con un'area osservativa sufficientemente ampia da studiare la distribuzione su grande scala nell’Universo. Grazie a JWST possiamo ora studiare nel dettaglio come evolvono le galassie, anche in relazione all'ambiente in cui vivono e alla loro posizione nella rete cosmica.”- spiega Greta Toni che da poco ha discusso la sua tesi di dottorato in Astrofisica all'Alma Mater.
"La “ragnatela cosmica” rappresenta la struttura su grande scala del cosmo: un intreccio di filamenti di materia oscura e gas che collega galassie e ammassi di galassie, separati da immense regioni quasi vuote. Comprendere come questa rete si sia formata e sia evoluta nel tempo è uno degli obiettivi centrali della cosmologia attuale, perché può fornire importanti vincoli sui modelli cosmologici, sulla natura della materia oscura e sulla formazione delle strutture cosmiche”- aggiunge Lauro Moscardini, professore di Cosmologia dell'Alma Mater.