Sarà Giulia Raffaella De Luca, dottoranda in Scienze e Tecnologie della Salute, a rappresentare l’Università di Bologna nella selezione europea di Coimbra Group Three Minute Thesis Competition (3MT), sfida internazionale che premia la capacità di raccontare anni di ricerca in soli tre minuti a un pubblico generalista, in lingua inglese.
Durante la nona edizione di 3MT Competition, che si è svolta il 25 febbraio nella Sala VIII Centenario di Palazzo Poggi, dieci dottorande e dottorandi hanno trasformato progetti complessi in narrazioni avvincenti. Dalla medicina alla biomedicina, dall’ambiente urbano alla linguistica interculturale, le tre finaliste hanno raccontato la scienza con chiarezza e passione, dimostrando che comunicare significa condividere.
Giulia Raffaella De Luca ha conquistato la giuria con il progetto A GPS for Lung Cancer, che introduce il primo Sistema di Coordinate Universale per i Polmoni. Creando un modello di “polmone medio” e allineando le scansioni dei pazienti a uno spazio di riferimento comune, ha costruito una mappa di probabilità del tumore polmonare, distinguendo le aree ad alto e basso rischio. Integrata in un modello di intelligenza artificiale, la mappa permette di guidare lo screening verso le zone più critiche, migliorando l’accuratezza diagnostica e trasformando la ricerca del tumore in una vera missione di precisione.
Il secondo posto è andato ad Agata Morelli, dottoranda in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari, che con lo studio Seeing the City Through a Pollinator’s Eyes ha esplorato il ruolo degli spazi verdi urbani nel sostenere gli impollinatori, mostrando come orti urbani e parchi fioriti possano diventare rifugi cruciali per api e sirfidi in città.
Sul terzo gradino del podio si è classificata Patrycja Lidia Stempniewicz, dottoranda in Traduzione, Interpretazione e Interculturalità, con la presentazione della ricerca Beyond “Mokusatsu”: Training Translators to Shape Wor(l)ds: una riflessione sull’impatto etico delle parole nel mestiere del traduttore, che propone il service-learning come modello formativo per traduttori consapevoli e responsabili.