In Italia ci sono 400.000 sportivi accomunati da un'unica grande passione: immergersi nelle profondità dei nostri mari per osservare, scoprire e a volte fotografare il ricco patrimonio di organismi animali e vegetali che popolano i fondali. Sono i cosiddetti subacquei ricreativi, sportivi non agonistici il cui curriculum personale è costituito proprio dalla mole di osservazioni eseguite e scrupolosamente riportate su appositi libretti di immersione. Un manipolo di competenti e preparati conoscitori del mare che il giovane ricercatore e appassionato di immersioni Stefano Goffredo, nel gruppo di ricerca dei professori Francesco Zaccanti e Corrado Piccinetti presso il Dipartimento di Biologia, ha pensato di assoldare al servizio della scienza. È nata così nel 1999, con la collaborazione e la sponsorizzazione privata della SSI (Scuba School Iternational Italy), la “Missione Hippocampus”, progetto di censimento di due specie di cavallucci marini secondo metodologie ecologiche e non distruttive (visual census). Gli incoraggianti risultati di questa prima applicazione di una metodologia di ricerca unica non solo per l’Italia hanno indotto il “Marine Science Group” (questo il nome dell’equipe) a dare il via nel 2002 a “Sub per l’ambiente”, progetto di conservazione su larga scala della durata di 4 anni. Per condurre questo lavoro è stata predisposta una scheda riguardante 60 organismi vegetali e animali; i sub che aderiscono al progetto devono compilarla al ritorno dalle immersioni indicando il risultato delle loro osservazioni. In questo modo i dati raccolti consentiranno di monitorare il grado di eterogeneità dell’ambiente marino del Mediterraneo, espresso dal numero di forme di animali e piante differenti presenti (in biologia si parla di biodiversità). Le schede sono state distribuite con la collaborazione delle principali agenzie didattiche italiane e di Astoi (Associazione dei tour operator italiani) e possono anche essere scaricate direttamente dal sito del “Marine Science Group”.