Unibo Magazine
Nato in India, ancora bambino Christian Zacharias si trasferisce con la famiglia nella città tedesca di Karlsruhe, dove studia alla Musikhochschule con la pianista russa Irene Slavin, e successivamente si perfeziona a Parigi con Vlado Perlemuter. Premiato ai Concorsi di Ginevra, Van Cliburn e Primo Premio al Concorso Ravel di Parigi, dal 1975 intraprende una brillante carriera internazionale orientata alla varietà e alla conoscenza “senza frontiere” e che spazia fra l’attività solistica, la musica da camera e la direzione d’orchestra.
Il programma presentato per Musica Insieme è un ideale percorso dal classicismo al neoclassicismo, che abbraccia il periodo compreso tra fine Settecento e inizio Novecento, e segue le ragioni della musica e dell’espressività, più che non quelle del virtuosismo puramente esibizionistico.
Ad aprire la serata saranno due Fantasie (KV 397 e KV 396) e due Rondò (KV 485 e KV 494) di Wolfgang Amadeus Mozart: un percorso affascinante tra pagine musicalmente e drammaticamente molto intense alternate a momenti in apparenza più disimpegnati, che preludono alla parte centrale del concerto.
Chiudono la prima parte, infatti, la Sonatine e i Valses nobles et sentimentales di Maurice Ravel: valzer molto particolari, di ispirazione schubertiana, che lo stesso Ravel descrive così: “Nembi turbinosi lasciano intravedere a tratti coppie di danzatori. A poco a poco essi si dissipano e si distingue una sala immensa popolata da una folla vorticosa. La scena diventa sempre più luminosa e al fortissimo bagliore dei candelabri giunge al massimo splendore”.
A seguire ascolteremo, sempre dell’autore francese, la Pavane pour une enfante défunte e Jeaux d’eau, composizioni presentate per la prima volta nel 1902 all’interno di uno stesso concerto, ma molto diverse l’una dall’altra: la prima, legata alla moda antichista particolarmente in voga a Parigi verso la fine dell’Ottocento, e la seconda al descrittivismo sonoro di matrice impressionista.
Infine, quasi a chiudere il cerchio, Zacharias ci fa ritornare a Mozart presentando la Kleiner Trauermarsch KV 453 e la Sonata K 457, caratterizzata da momenti esteriormente brillanti cui si alterna una profonda inquietudine.