La replica del Rettore Calzolari alle accuse degli onorevoli Garagnani e Raisi
Gli onorevoli Garagnani e Raisi hanno convocato una conferenza stampa in cui hanno sia condannato il discorso tenuto il 6 novembre dal Magnifico Rettore dell'Alma Mater, Pier Ugo Calzolari, in occasione dell'apertura del 917° Anno Accademico, sia mosso una serie di accuse alla gestione del Rettore. Ecco la risposta del prof. Calzolari.
desidero informarvi direttamente circa alcune accuse mosse alla gestione della nostra università da due parlamentari della maggioranza, gli Onorevoli Fabio Garagnani ed Enzo Raisi, nel corso di una conferenza stampa appositamente organizzata sabato 27 novemebre. Ove ce ne fosse bisogno, voglio tranquillizzarvi sulla totale infondatezza di tutte le critiche rivolte a me, agli organi accademici, al Collegio dei revisori dei Conti e all'Amministrazione.
La qualità del bilancio in corso di approvazione basta da sé a definire come pretestuoso questo attacco, che implicitamente colpisce tutto l'Ateneo.
Ecco la replica del Rettore.In allegato invece la cronaca della Conferenza stampa dell'Agenzia Dire.
Strano concetto di "politica" quello che vorrebbe impedire ad un rettore di esprimere un parere su provvedimenti di riforma suscettibili di incidere in profondità sull'esistenza dell'Università e sul futuro dei suoi giovani!
Eppure questo è il pensiero degli onorevoli Garagnani e Raisi. Il rettore di Bologna, viceversa, lo ha fatto e, naturalmente, continuerà a farlo poiché interpreta il pensiero del suo Senato Accademico e condivide l'iniziativa unanime della Conferenza dei Rettori.
Poiché questo pensiero non è allineato a quello del Governo, come dovrebbe accadere in ogni ben ordinato modello autoritario di società, allora via alle sentenze, alle accuse e alle ingiurie saettate con apodittica sicurezza e con disarmante leggerezza!
Il Manzoni direbbe a questo punto "Non saprei dire se fosse maggior dolore il sentire, o pena il rispondere". Eppure, rispondere si deve.
Innanzi tutto, sulla questione generale dell'uso delle risorse in questa nostra Università di Bologna: mi limiterò a citare due valutazioni fatte da enti esterni. Il costo di un laureato è tra i più bassi in Italia (inchiesta de "Il Mondo" del 12 novembre scorso), ma la qualità dell'ateneo bolognese viene posta tra le più alte nell'ordine delle grandi università (inchiesta de "La Repubblica", luglio 2004). Vedano un po', gli onorevoli Garagnani e Raisi, come si potrebbero infilare tra questi due risultati tutti gli sprechi di cui sono stati informati.
Si adoprino pure per inviare tutti gli ispettori che riterranno opportuno scomodare: sarà un piacere sottoporre ad essi un bilancio che ha pochi uguali per solidità e trasparenza. Li informo, per altro, che il Collegio di Revisione dei Conti è presieduto da un alto magistrato della Corte dei Conti e che di esso fa già parte un alto dirigente del Ministero dell'Università. Che nel 2000 ci fossero in bilancio 70 miliardi di liquidi inutilizzati non è vero. In ogni caso, ad evitare di spararsi sulle scarpe, consiglio di controllare più da vicino le date: il consuntivo del 2000 fa riferimento ad un anno in cui io non c'ero ancora.
Né io c'ero quando fu emesso il bando per la costruzione delle nuove aule di Giurisprudenza in via Belmeloro, un complesso edilizio per altro già compreso nel Protocollo Comune-Università. Il ritardo di 2 anni (non di 4) è imputabile alla difficoltà di intesa tra Comune e Regione e il ristorno riconosciuto alla ditta vincitrice dell'appalto è stato sottoposto all'approvazione preliminare dell'Avvocatura dello Stato.
Che cosa l'On. Raisi intenda con espressioni come "agevolazioni di tipo nepotistico" e "prebende" non mi è dato allo stato di capire. Sono certo, tuttavia, che in questo ambito egli potrebbe ottenere informazioni tranquillizzanti sul mio conto anche dai miei avversari accademici.
Se per caso egli volesse fare riferimento all'istituzione dell'idennità di carica per le alte funzioni accademiche (direttori di dipartimento, presidi, senatori, pro-rettori e rettore), allora sappia che io ho accolto una richiesta molto estesa in ateneo volta ad uniformare la nostra Università, ultima in Italia, a tutte le altre. Oggettivamente, l'idennità che ora è prevista per i soli consiglieri di amministrazione costituisce una discutibile anomalia. Il provvedimento è stato già discusso in termini generali da Senato e da Consiglio e verrà ora presentato per la decisione definitiva.
Anche la prospettazione di "una crescita esponenziale dei consulenti" è l'esatto contrario di ciò che è avvenuto. L'Università di Bologna spende poco in consulenze e questo poco è praticamente concentrato nella progettazione edilizia. Un interessante esercizio potrebbe essere il confronto con l'analoga spesa di amministrazioni pubbliche con le quali i nostri Onorevoli hanno collaborato a lungo.
Infine, incautamente gli Onorevoli si avventurano nel decentramento dell'Università in Romagna, fantasticando di posti creati per il decentramento e poi trasferiti nella sede centrale: incautamente, perché nel solo quadriennio di mia responsabilità sono stati 110 i nuovi posti di docente o ricercatore incardinati in Romagna, mentre uno solo è rientrato a Bologna.
Vorrei concludere dicendo che io non credo che il Ministro Moratti apprezzerà molto queste estemporanee difese, assunte nei suoi confronti, che puntano soltanto a squalificare l'avversario sul piano personale e che hanno la stessa eleganza, formale ed etica, dei paracarri.