Appena arrivato a Bologna Hongyun Huang ha incontrato alcuni bambini colpiti da malattie neurodegenerative. A loro, come a tutti i suoi pazienti, ha detto la verità: "Non è possibile guarire completamente, ma si può migliorare, si può recuperare il controllo di alcune parti del corpo e si possono recuperare alcune funzionalità dell’organismo".
Hongyun Huang è uno dei medici più discussi tra chi si occupa delle malattie neurodegenerative. In Cina, dove opera, è riuscito a trapiantare cellule nervose nel cervello, partendo da cellule estratte dai tessuti dell’apparato olfattivo. Con questa tecnica ha dato una speranza a pazienti a cui la medicina occidentale non offriva alcuna terapia. Nella comunità internazionale però il giudizio non è unanime. Gli scettici lo accusano di non fornire sufficienti dati sperimentali. Lui, che per difendere le sue convinzioni ha rifiutato anche un’intervista a Nature, risponde che "lo scopo del medico non è produrre conclusioni scientifiche, ma curare i pazienti".
E sono proprio questi ultimi a suo avviso la prova migliore. "I medici occidentali seguono la tradizione e sono convinti che non ci sia possibilità di recupero per le malattie neurodegenerative, ma chi ha visto i miei pazienti e ha vissuto con loro ha capito che non è così. Al momento né io né nessun altro può purtroppo rimuovere queste patologie, ma con i miei interventi posso portare dei miglioramenti in pazienti finora considerati senza speranza".
Hongyun Huang, che martedì pomeriggio ha incontrato il Rettore Pier Ugo Calzolari a Palazzo Poggi, sarà oggi (mercoledì 8 febbraio) l’ospite d’onore dell’incontro dedicato dalla Facoltà di Scienze Politiche alle ricadute sociali delle malattie neurodegenerative. L’appuntamento, intitolato "Implicazioni sociali delle malattie neurodegenerative: oriente ed occidente, epistemologie a confronto", sarà ospitato dalle 10 alle 13 nell’Aula dei Poeti di Strada Maggiore 45.