Niente presentazioni. Anzi "ha perso le parole" Luca De Biase, caporedattore di Nòva e animatore del talk show dal titolo "C’è bisogno di nuovo", quando gli è toccato di introdurre il Liga nazionale. Luciano Ligabue in jeans, maglietta, giacca di velluto e gli immancabili stivali ha fatto il suo ingresso, come da copione, tra urla, applausi e il luccichio dei flash di macchine fotografiche digitali e telefonini con videocamera. Basterebbe questo per capire che i tempi cambiano e la tecnologia non solo avanza per definizione, ma è sempre di più vista senza essere notata, per dirla coi sociologi, perché fa parte del nostro quotidiano. "Anche per venire qui a questo evento - ha sottolineato il Rettore Pier Ugo Calzolari, presente all’incontro – i giovani, veramente attenti al nuovo e stanchi di un nuovo riciclato, sono stati raggiunti con nuovi mezzi di comunicazione che vanno dai siti web alle e-mail". E l’Aula Magna è veramente stipata.
A Ferruccio de Bortoli, direttore de Il Sole24Ore il compito di parlare di Nova, l’inserto del giovedì del quotidiano, nato per testimoniare sul campo come l’innovazione stia entrando nelle nostre famiglie, nelle imprese, nella nostra vita. E chissà che il risultato non si spinga molto più in là, perché "spesso il mondo è cambiato proprio perché qualcuno l’ha voluto guardare da un’altra prospettiva", ricorda de Bortoli. Auspicio, sogno, chi lo sa. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Franscesco Stellacci, 32 anni docente al MIT di Boston, uno dei cervelli che se ne sono andati dal nostro paese. Racconta un pezzo della sua esperienza e poi conclude che al di là di tutto il "compito dei giovani è quello di sognare e uno dei sogni deve essere quello di cambiare il mondo".
Attacca prudente, invece, Ligabue. Subito un po’ di autoironia. "C’è bisogno di nuovo? - Si chiede - Beh allora considerati i miei 16 anni di carriera, che sono davvero tanti per un mondo come quello del pop, la frase si potrebbe aggiustare in ‘C’è bisogno anche di nuovo’".
Ma a parte tutto, la strada percorsa fin qui testimonia proprio che la tecnologia nel mondo della musica ha fatto passi da gigante: "Nel 1990 il mio primo disco – ricorda Ligabue – usciva anche in CD. Per noi fu una cosa sensazionale: solo pochi dischi allora erano in quel formato". Adesso anche il CD è superato. E il Liga confessa che anche lui la musica ce l’ha sull’I-pod "anche se ai vecchi dischi di vinile c’è ancora affezionato". Insomma la tecnologia sì, anche se non deve aumentare la velocità perché si rischia di "non godere del viaggio se si è preoccupati solo del traguardo". Ma sono sicuramente i mezzi tecnologici a creare nuove interazioni tra le persone. Il Liga Channel, il blog, il sito aggiornato hanno creato un canale del tutto particolare che avvicina il cantautore ai propri fan. In nome dell’interattività e della partecipazione che sono le vere risorse strategiche di un mezzo come la rete.
E proprio su questa linea che si colloca la nuova iniziativa proposta da Nòva, che da oggi dà ai propri lettori un’altra possibilità: quella di diventare autori. Per poter pubblicare i propri articoli ci sono 6 criteri da rispettare: qualità della scrittura, originalità del contenuto, aderenza alla linea editoriale, assenza di conflitto di interessi e verificabilità delle fonti. Una palestra per giornalisti in erba (occorre avere dai 16 ai 26 anni) in cui si potranno anche ricevere consigli sulla scrittura giornalistica. Per avere tutte le informazioni del caso: www.ilsole24ore.com/nova24.