Unibo Magazine

Bucarest. Un ambasciatore cinese viene morso da un randagio. E’ la scintilla che il sindaco della capitale rumena aspettava per avviare la propria campagna con il randagismo: cani bruciati vivi o massacrati a sassate. Solo in un giorno, il 3 febbraio di quest’anno, ne sono stati uccisi 1500.

Tra le prime a riportare la tragedia alla comunità internazionale un’attivista italiana. Sara Torretta, 30 anni, ex manager della Tim, ora titolare dell’associazione "Save the dogs and other animals". In questo momento è accampata in una roulotte alle periferie di Bucarest per dimostrare che la sterilizzazione è la vera soluzione del problema. E’ già riuscita, esclusivamente con le proprie forze e aiuti di volontari, a sterilizzare 4800 cani ed è in continuo movimento per portare i superstiti all’estero alle famiglie in attesa di adottare un cucciolo. L'Olanda è il principale approdo, ma alcuni esemplari sono arrivati anche a Bologna.

Sotto le due torri la crociata di Sara ha trovato appoggio anche in ambito universitario. La difesa dei diritti degli animali è un tema sentito in Ateneo. Lo conferma il corso elettivo realizzato lo scorso anno da Maria Cristina Comini. Era intitolato "Scienza medica e animali": 20 ore suddivise in tre mesi per parlare del rapporto tra società e animali. "Era aperto agli studenti di medicina e veterinaria – dice Comini, ricercatrice a ginecologia e ostetricia – ma sono arrivati studenti da tutte le facoltà: antropologia, sociologia, psicologia e biotecnologie. Alla fine erano più di 80". "E – prosegue Comini, da sempre attiva in difesa delle fasce più deboli (donne immigrate, cercerate e, appunto, animali) – anche dai docenti l’impegno è stato forte: da Bologna hanno voluto contribuireil prof. Stefano Cinotti, Preside della Facoltà di Veterinaria, e il prof. Giorgio Franci del Dipartimento di Studi Linguistici e Orientali; da Milano è poi arrivato Giuseppe Filicetti, e da Padova, Gianni Tamino, due nomi di punta a livello nazionale".

L’esperienza è destinata a ripetersi. "Nel 2006 – conclude infatti Comini – abbiamo intenzione di promuovere un elettivo dedicato ai metodi alternativi alle vivisezioni e, sicuramente, troverà spazio anche l’atteggiamento verso gli animali da parte di altre culture come quella araba e orientale".