Unibo Magazine

Esistono due modalità fondamentali con cui un sistema elettronico può fornire energia e controllare un utilizzatore (sia esso una grande macchina elettrica o un piccolo altoparlante).  La prima, continua, prevede che in ogni istante venga fatta fluire esattamente la potenza richiesta.  Un po' come un rubinetto che determina il flusso di un liquido. 

La seconda, a commutazione, prevede che il flusso di energia passi ciclicamente tra diversi livelli, lasciando che le inerzie del sistema (o opportuni filtri) diano comunque la percezione del comportamento desiderato. Come un termostato che comanda cicli di accensione e spegnimento di una caldaia, lasciando che le inerzie termiche consentano di avere in ogni istante la temperatura desiderata. 

Se la regolazione continua è concettualmente più semplice, in quella a commutazione la complicazione di definire leggi di comando adeguate può venire ripagata da rendimenti energetici ben superiori e da costi inferiori.

Oggi l’attenzione verso tematiche di efficienza energetica e il successo delle apparecchiature portatili rendono la regolazione a commutazione di grande attualità.  "Tuttavia si continua a fare riferimento a leggi di comando- fa notare l’Ing. Sergio Callegari, coordinatore del progetto - o più formalmente a codificatori, spesso definiti decine di anni fa quando le scelte erano dettate da approcci intuitivi o da esigenze di semplicità e certi vincoli (come la compatibilità elettromagnetica) erano inesistenti". 

Lo sviluppo delle tecnologie ha infatti consentito di ‘curare a posteriori’ molti limiti intrinseci

"Mantenere una tale eredità è però sconveniente"- nota ancora Callegari. "OpIMA mira dunque a definire nuove generazioni di codificatori, finalmente basati su principi operativi attuali." 

Essi saranno esplicitamente progettati per rispettare già a-priori i vincoli di progetto ed esaltare specifici indici di merito grazie ad un’estesa applicazione di tecniche di ottimizzazione e all’individuazione di proprietà matematiche salienti

"Si vuole investire nell’intelligenza per poter risparmiare sulle tecnologie o renderle più accessibili", spiega Callegari. "Si intende inoltre passare da leggi standard a leggi accordate ai diversi ambiti applicativi, dalla robotica leggera alla domotica, dall’elettronica di consumo all'intrattenimento fino al settore automotive, migliorando qualità percepita, costi, efficienza e compatibilità con l’ambiente e con altre apparecchiature."

Conclude poi sottolineando la visione: "Si vuole ampliare il respiro rispetto agli approcci tradizionali, investigando come le leggi di comando costituiscano veri e propri paradigmi di rappresentazione dell’informazione collocati in posizione intermedia tra l’analogico e il digitale e a volte più prossimi di entrambe le categorie a quanto accade in alcuni sistemi biologici."

Il progetto avrà durata triennale.  Il gruppo di ricerca si distingue per la propria natura interdisciplinare, comprendendo 4 unità dell'ateneo bolognese (tra cui il Centro di Ricerca sui Sistemi Elettronici per l'Ingegneria dell'Informazione e delle Telecomunicazioni "Ercole de Castro", il Dipartimento di Elettronica, Informatica e sistemistica, il Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed il Dipartimento di Matematica) e 4 settori scientifici disciplinari, che spaziano dall’elettronica alla ricerca operativa, dall’elettrotecnica all’algebra.

Le attività di ricerca si svolgeranno in 3 facoltà (Ingegneria I, Ingegneria II, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali) coinvolgendo i 2 poli universitari di Bologna e Cesena

Particolare soddisfazione deriva poi dall’interesse che il progetto ha riscosso presso alcune aziende del territorio e presso i ricercatori dell’Università di Ferrara e dell’IBM T. J. Watson Research Center di Yorktown (USA), che offriranno il loro appoggio esterno.