Il più anziano ha 82 anni, il più giovane ne conta appena 11. Sono in trecento, di ogni età e professione, e venerdì 8 giugno si spargeranno per il centro storico di Bologna: in solitaria, oppure raccolti in piccoli drappelli, andranno a declamare i canti della Divina Commedia. Sono i cantori-non-attori, gli animatori della straordinaria giornata "Bologna canta Dante. Tutta la Commedia in Centro": tanti studenti, dagli universitari ai ragazzi delle scuole elementari, ma anche personalità note e cittadini comuni, tutti volontari, uniti dalla passione per l'Opera del Sommo Poeta.
Tutto avrà inizio in Piazza Maggiore, alle 15,45, con la "vestizione" dei cantori, che indosseranno una bisaccia contenente copie dei versi che dovranno recitare da distribuire al pubblico, e con la lettura del celeberrimo Canto 1° dell'Inferno. Il compito di recitare le rime di apertura della Commedia è stato affidato al piccolo Francesco Zagnoni, di soli 11 anni, appassionato di Dante al punto di conoscere a memoria diversi passi della Divina Commedia.
Dopo la cerimonia di apertura, poi, i cantori, preparati nell'arco di due mesi dal regista Franco Palmieri, raggiungeranno le strade e le piazze della Bologna medievale, dove, identificati da uno stendardo legato a un palloncino, reciteranno per tre volte il canto a loro assegnato, mentre un maxi schermo posizionato in Piazza Maggiore restituirà le immagini che arriveranno dalle diverse postazioni.
La recita dei 33 canti dell'Inferno si svolgerà allora tra le 16,30 e le 17,20, quella del Purgatorio tra le 17,30 e le 18,20, mentre quella il Paradiso tra le 18,30 e le 19,20. E a concludere la lettura pubblica non potrà che essere il canto conclusivo della Commedia, il 33° del Paradiso, che verrà declamato, alle 20,15 in Piazza Santo Stefano, in una lettura corale di tutti i cantori coinvolti, a cui si unirà in quel momento anche il Cardinale Carlo Caffarra.
"Dante - spiega il prof. Emilio Pasquini, tra i curatori dell'iniziativa - è uno dei pochi personaggi, assieme ad Omero ed Enea, che sono tornati dall'aldilà. Ma a differenza di Omero ed Enea, Dante restituisce un'immagine positiva e salvifica di quel luogo, situando nel regno ultraterreno il segreto del senso della vita. Il tema fondamentale che introduce la Commedia è allora il colloquio con i morti, ovvero il colloquio con la tradizione". E recitare la Divina Commedia, ascoltarne i versi, le rime e le parole, è il modo migliore per capirla ed apprezzarla, sia nei suoi significati, sia per l'apporto fondamentale dato alla lingua italiana. "Il 16% delle parole che utilizziamo tutti i giorni - contuinua il prof. Pasquini - sono state introdotte da Dante, il 50% nasce nel '200. Dante ha costruito la lingua italiana, non solo con le parole, ma anche costruendo la sintassi: quando ragioniamo, l'ordine con il quale organizziamo le frasi lo dobbiamo all'opera di Dante".
Grande conoscitore dell'opera e della biografia di Dante, il prof. Emilio Pasquini sarà tra i protagonisti dell'evento collaterale che farà da prologo alla lettura pubblica della Commedia: la proiezione della "Vita di Dante" di Vittorio Cottafavi, film per la televisione in tre puntate, prodotto dalla RAI nel 1965. Presentato dal prof. Pasquini, giovedì 7 giugno, alle ore 21, presso Europa Cinema (Via Pietralata, 55/a), il video verrà proiettato in una sua versione ridotta (a cura dello stesso Pasquini assieme a Camilla Giunti). "Il film - ricorda il prof. Pasquini - si concentra sugli eventi cruciali della vita del Poeta, eventi come gli incontri con Giotto e con Cavalcanti, o l'esperienza di Dante come ambasciatore di Firenze davanti a Bonifacio VIII, che poi finiranno anche nell'opera. Da un certo punto in avanti, infatti, la biografia di Dante inizia a coincidere con la sua opera, procedendo in parallelo". La proezione della "Vita di Dante", allora, sarà un vero e proprio prologo, un modo per immergersi in quei mondi della Commedia che il giorno successivo invaderanno le piazze e le strade di Bologna.
L'iniziativa "Bologna canta Dante" è organizzata da Muse Group e promossa dal Centro Culturale "Enrico Manfredini", dall'Associazione Bologna Rifà Scuola e dal Comitato di Bologna Società Dante Alighieri.