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Il suo tempo e il nostro. L'Ottocento e il Novecento. Due sguardi differenti attraverso cui riflettere la figura di Giosuè Carducci, il poeta scomparso un secolo fa, protagonista principale della rinascita risorgimentale dell'Università e della città di Bologna.

Le celebrazioni per il centenario della morte del Vate, in corso già da diversi mesi, raggiungono in questi giorni uno degli appuntamenti più attesi: il Covegno Internazionale di Studi "Carducci nel suo e nel nostro tempo", evento curato dal Dipartimento di Italianistica e da UniboCultura, con la collaborazione di Casa Carducci e del Comune di Bologna e con il contruibuto della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

"La grande anima di Bologna", così il Rettore Pier Ugo Calzolari ha definito il Poeta, sarà allora al centro di una quattro giorni di studi che, da mercoledì 23 a sabato 26 maggio, si muoverà tra gli spazi di Santa Lucia (Aula Magna e Aula Absidale) e quelli della Sala dello Stabat Mater all'Archiginnasio.

Poeta, quindi, ma non solo. Anche intellettuale, ideologo e uomo politico. E ancora professore, scrittore di prosa, studioso. Sono numerosi e sfaccettati i volti di Carducci che il convegno svelerà al pubblico: oltre trenta relatori, italiani e stranieri, andranno ad esplorare i lati più interessanti e spesso dimenticati dell'artista di adozione bolognese, con la decisa volontà di superare l'immagine statica e scolastica che spesso gli si attribuisce e svelare invece la modernità e l'importanza che Carducci ebbe per il suo tempo e le fondamentali eredità che ci ha lasciato.

"I lavori del Convegno - spiega il prof. Gian Mario Anselmi, Direttore di Dipartimento di Italianistica e componente del Comitato scientifico organizzatore dell'evento - saranno un tentativo di leggere l'opera di Carducci non più attraverso gli antichi canoni. Servono nuove chiavi di interpretazione".

"E' impossibile studiare l'Ottocento senza studiare e capire Carducci - gli fa eco il collega prof. Emilio Pasquini -. E’ stato un inimitabile professore, un grande studioso della nostra tradizione, un giornalista efficace e tempestivo, un notevole poeta, infine un prosatore di straordinaria originalità, specie nell’epistolario. A questi aspetti meno noti, alla sua collocazione storica, all’eredità che egli ci ha lasciato si rivolgerà questo Convegno".

Oltre alle riflessioni sui nuclei poetici carducciani e sui problemi filologici connessi all'edizione nazionale della sua opera, poi, lo sguardo degli interventi in programma si allargherà anche al di là dei confini nazionali, andando ad esplorare i rapporti di Carducci con la più importante produzione letteraria europea, francese e tedesca in particolare.

Il Convegno si aprirà mercoledì 23 maggio, alle 15,30, nell'Aula Magna di Santa Lucia e proseguirà nelle giornate di giovedì 24 e venerdì 25 all'interno della Sala dello Stabat Mater all'Archiginnasio. Nell'Aula Absidale di Santa Lucia, infine, la mattinata di sabato 26 (dalle 9,30), che prevede, tra gli altri, anche un intervento di Edoardo Sanguineti su "Carducci giacobino", vedrà la chiusura dei lavori.