Unibo Magazine

Ci sono, ovviamente, quelli che ci si aspetta: Oxford, Princeton, Yale, Stanford, il Trinity College di Dublino. Poi c'è la scelta orientale (la Tsinghua University di Pechino), quella modernista (la United States Air Force Academy di Colorado Springs), quella naturalista (la University of California, Santa Cruz). E c'è anche l'Università di Bologna.

E' la classifica delle più belle sedi universitarie del mondo, pubblicata dalla rivista Forbes (ben nota per le sue liste, la più famosa quella degli uomini più ricchi del pianeta) e assemblata da una squadra di architetti e "campus designers". A loro è stato affidato il compito di selezionare i migliori atenei per quanto riguarda l'ambiente architettonico e paesaggistico che li circonda. Così, tra l'immagine del suggestivo viale pedonale alberato del Kenyon College (Gambier, Ohio) e quella del quadriportico candido dello Scripps College (Claremont, California), c'è anche una foto aerea di Bologna: San Petronio in primo piano, circondato dai tetti rossi del centro, il verde delle pendici dei colli sullo sfondo.

Il valore dell'Alma Mater sta nella sua antica unione con la città. Questo il motivo dell'inclusione nella classifica: il campus dell'Unviersità di Bologna è Bologna stessa. Con le parole di David Meyerick, docente alla Notre Dame's School of Architecture, l'Alma Mater è "legata in modo inestricabile al suo ambiente". Un valore aggiunto che le dona il fascino necessario per entrare di diritto tra gli atenei più belli del mondo.