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I nostri motori di ricerca: intervista con Dario Vianello

5 PER MILLE UNIBO / Continuano i faccia a faccia con i nostri dottori di ricerca testimonial della campagna per il 5 per mille all'Università di Bologna. Tutto il ricavato va a sostenere l'impegno dell'Alma Mater nella ricerca

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Di cosa ti occupi?
Studio l’invecchiamento, la longevità umana, e cerco di capire da quali fenomeni sono modulati. In particolare, implemento software per la gestione e l’analisi dei dati biologici.

Quando hai deciso di fare ricerca?
Domanda difficile! Veramente! Non credo ci sia stato un vero e proprio momento X, in cui mi sono detto: "voglio fare ricerca". Durante l’Università mi sono via via avvicinato a questo mondo: tra lezioni, seminari e tesi ho scoperto che mettere il naso dove nessuno l’aveva mai messo prima mi piaceva, eccome se mi piaceva (ficcanaso per natura, purtroppo, lo ammetto)! Da lì, è stata tutta discesa!

Cosa ti appassiona di quello che studi?
La longevità è già di per sé un argomento affascinante. Quando poi raggiunge le sue manifestazioni estreme, diventa magnetica: mi è capitato di incontrare per pochi istanti un’arzilla signora di 103 anni, e credo sarà uno dei momenti che mi porterò dentro tutta la vita. Cercare di capire i meccanismi che la regolano, che stanno alla base del cosiddetto "invecchiamento in salute", è una sfida che non smette mai di spronarmi a far meglio. Il tutto ha anche un aspetto molto più pratico: è sotto gli occhi di tutti ormai che la popolazione italiana, e europea, sta progressivamente invecchiando. Trovare la chiave per permettere alle persone di vivere con pienezza tutta la vita è anche un modo per ridurre drasticamente i costi che gli Stati devono sostenere per supportare la popolazione.

Cosa pensi prima di andare a dormire la sera?
Oddio, figuraccia in arrivo! Alle mille cose che avrei dovuto fare nella giornata, e che invece tra una cosa e l’altra mi sono sfuggite di mano! Ironia a parte, è un ottimo momento per fare il punto della giornata, capire cosa ha funzionato e cosa no, pianificare la giornata successiva in modo che sia fruttuosa. Se qualche problema particolare mi sta tormentando, provo a immaginarmi come riaffrontarlo da un punto di vista diverso: se non è caduto al primo colpo, magari cadrà al secondo! (Sempre che il sonno non faccia cadere prima me!) Devo ammettere che alcune delle mie migliori idee le ho avute pochi attimi prima di farmi cullare da Morfeo!

E quando ti svegli al mattino?
Ovvio! Cerco di ricordarmi tutte le idee geniali che ho avuto la sera prima di prendere sonno! Purtroppo, ci riesco troppe poche volte... Senza fantasticare troppo, di solito cerco di ricordami tutto quello che avevo deciso e pianificato la sera precedente. Per il resto, cerco di convincere le gambe a tirarmi fuori dal letto e a far iniziare ufficialmente la giornata. Dopotutto, la voglia di rimanerci, nel letto, si fa sentire spesso.

Quale scoperta/invenzione pensi possa rivoluzionare il tuo ambito di ricerca nei prossimi cinque anni?
La medicina personalizzata. Già oggi i costi per sequenziare parti sempre più estese del genoma di ognuno di noi sono ordini di grandezza più piccoli di quanto si poteva anche solo immaginare dieci anni fa, e il fenomeno non accenna a fermarsi. Più di qualche industria si sta lanciando in questo campo, specialmente negli Stati Uniti. 23andMe è un ottimo esempio: poco meno di 100 euro e si riceve a casa un kit con tutto il necessario per raccogliere un po’ della proprio saliva e mandarla negli USA per farla analizzare. Calico, azienda nata nel 2013, sta ora tentando di sfruttare i Big Data per fornire nuove prospettive sullo studio dell’invecchiamento. Giusto per aggiungere un po’ di pepe: entrambe le aziende sono supportate (la seconda, fondata) da Google. Sì, esattamente quel Google. Tornando a noi, credo che cinque anni siano sufficienti a rendere i benefici di terapie mirate sulle caratteristiche proprie dell’individuo accessibili ad un pubblico molto vasto.

Una cosa che hai imparato facendo ricerca.
A non fermarmi mai. Dietro ogni piccolo successo ottenuto, sia un risultato in cui speravo, sia un risultato inatteso (spesso molto più intriganti), ci sono tanti altri piccoli passi da percorrere prima di poter raggiungere la risposta alla domanda che ti eri posto all’inizio dei giochi.

Sei un ricercatore "da adottare". Cosa vorresti dire ai tuoi sostenitori?
Che la ricerca è tutto. E’ il motore che fa progredire un paese e gli consente di restare in gara, e non finire in una via di fuga piena di sabbia mentre tutti gli altri lo sfilano via. Come tutti i motori, però, ha bisogno di fondi per funzionare. Se non ci sono, piloti e ingegneri (studenti e ricercatori) fanno le valigie e vanno in altri luoghi (Paesi?). Perdonate la metafora, ma in una Regione come questa, che ha la velocità nel sangue, è quanto di meglio mi sia venuto in mente!