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Cartografare il presente: il mondo raccontato con mappe e infografiche

Il centro di ricerca e documentazione sulle trasformazioni del mondo contemporaneo nasce nel 2006 all’interno dell’Ufficio cartografico del Dipartimento di Storia Culture e Civiltà dell’Università di Bologna, e oggi collabora con giornali, riviste e case editrici

Una sola cartina per leggere tutto quello che è accaduto in Nepal: intensità della Scala Mercalli nelle varie zone, epicentro, cronologia delle scosse, numero delle vittime. Attraverso l’infografica i dati raccontano un avvenimento. È l’ultimo dei lavori online realizzati da Cartografare il presente, centro di ricerca e documentazione dell’Università di Bologna. Nato nel 2006 all’interno dell’Ufficio cartografico del Dipartimento di Storia Culture e Civiltà, realizza carte e infografiche per aiutare i lettori a comprendere i principali fatti di attualità.

“Oggi Cartografare il presente – spiega il direttore e docente Raffaele Laudani - è il più importante centro cartografico in Italia: sono pochi gli uffici cartografici in contesto universitario e questo è il primo esperimento riuscito a livello internazionale”. Il centro esplora le trasformazioni del mondo contemporaneo attraverso l’utilizzo della cartografia insieme alle nuove tecnologie multimediali.

 

Tutti i dati dei progetti di ricerca e di collaborazioni internazionali che si prestano a una rappresentazione cartografica possono diventare “leggibili”: dai temi di interesse globale, come il divario digitale nel mondo della comunicazione, a quelli  relativi a specifiche aree geografiche, come la Siria o il Brasile e i costi ambientali del suo sviluppo economico.

“Il centro – continua Laudani - nasce come progetto di ricerca sperimentale tra docenti ed il mensile francese Le Monde Diplomatique e prevedeva la partecipazione di studenti della laurea magistrale di Scienze Geografiche. Ma il progetto ha superato le aspettative e in due anni si è formato un gruppo di professionisti all’interno del quale lavorano anche gli ex studenti che avevano preso parte al progetto iniziale”.

Il centro di ricerca e documentazione collabora con numerosi giornali, ad esempio il Manifesto, riviste come Internazionale ed “E”, il mensile di Emergency, oltre a case editrici, centri di ricerca e fondazioni, e al tempo stesso conduce un’innovativa attività di formazione attraverso l’organizzazione di laboratori e corsi di formazione.