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Senza la Ricerca? UniboMagazine intervista Enrico Valli

5 PER MILLE UNIBO / Assegnista di ricerca al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Alma Mater, collabora al progetto europeo Horizon 2020 AUTHENT-NET, finalizzato alla creazione di una rete di cooperazione internazionale per contrastare le frodi nel settore alimentare

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Ciao Enrico, di cosa ti occupi?
Mi occupo principalmente di analisi chimiche e sensoriali per la valutazione della qualità e dell’autenticità degli alimenti. Collaboro, ormai da alcuni anni, prima come dottorando e ora come assegnista, con il gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Gallina Toschi.

Quando hai deciso di fare ricerca?
Terminata la laurea specialistica, ho avuto la possibilità di partecipare ad un concorso per l’attribuzione di una borsa di Dottorato in Scienze e Biotecnologie degli Alimenti ed iniziare, così, a fare ricerca. Il mio lavoro di tesi mi aveva appassionato molto e ho pensato: “Perché no, proviamoci!”

Cosa ti appassiona di quello che studi?
Il mio lavoro è molto stimolante: ogni giorno ci sono nuove sfide da affrontare, problemi da risolvere, cose da imparare. Certo, inutile negare che, come in tutti i lavori, esistono i "pro" e i "contro"... Così come, le giornate "no"...

Cosa pensi prima di andare a dormire la sera?
A volte crollo sul divano, magari leggendo un libro o guardando la TV e senza aver tempo di pensare proprio a nulla; altre volte, invece, ripenso a quello che mi è accaduto nel corso della giornata. Mi piace fare un bilancio delle cose positive e di quelle negative che mi sono successe.

E quando ti svegli al mattino?
La mia giornata comincia molto presto al mattino: per iniziarla col piede giusto, per me è fondamentale poter prendermi un po' di tempo per organizzarla... E soprattutto non dover fare tutto di corsa appena sveglio...

Quale scoperta/invenzione pensi possa rivoluzionare il tuo ambito di ricerca nei prossimi cinque anni?
Le tecniche analitiche si perfezionano sempre di più, con grande rapidità: tempi di analisi sempre più ridotti, strumenti sempre più semplici da utilizzare, metodi analitici sempre più sostenibili... E questo è un bene per tutti. Un’invenzione che considererei davvero rivoluzionaria? Un kit tascabile che permetta a chiunque di noi, ogni volta che si trova di fronte ad una bottiglia d’olio extra vergine di oliva, di verificare in pochi secondi se quello è davvero un prodotto di qualità e genuino. Questo permetterebbe a ciascuno di noi di esercitare un consumo consapevole. Siamo ancora lontani da un risultato di questo tipo, ma stiamo molto lavorando anche per dare a tutti la corretta informazione. La diffusione della corretta cultura scientifica non deve riguardare solo gli studenti.

Una cosa che hai imparato facendo ricerca.
Che per avere i risultati sperati ci vuole tanto impegno, molta dedizione e una grande passione in quello che si fa. Sto anche imparando che non bisogna mai perdersi d’animo, ma vivere ogni situazione con grande ottimismo, anche quando tutto sembra andare storto.

Come sarebbe il mondo senza ricerca?
Può sembrare una banalità, ma la ricerca condiziona ogni secondo della nostra vita e per questo deve essere sostenuta. Sono una persona molto pratica e mi è piaciuta molto una delle frasi utilizzate in questa campagna di promozione della ricerca: “Senza la ricerca, sarebbero solo parole”.

Sei un ricercatore "da adottare". Cosa vorresti dire ai tuoi sostenitori?
Sostenere chi fa ricerca è importante, non solo per chi la fa, ma per il futuro di tutti noi; se potete, anche con un piccolo gesto, sostenetela!