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L'Alma Mater è l’Ateneo più internazionale d’Europa

Lo rivela il rapporto dell’Agenzia Erasmus+ Indire. Cresce la mobilità europea, l'Italia è tra i quattro paesi UE per numero di giovani in partenza per esperienze all'estero e l'Università di Bologna conferma la sua attrattività in entrata e in uscita

Nella classifica europea dei migliori 10 atenei per studenti Erasmus+ in partenza e in arrivo, al primo posto c'è l'Alma Mater. Il primato Unibo è stato diffuso dall'Agenzia Nazionale Erasmus+ IDIRE - Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa e Agenzia italiana del programma Erasmus+, nell'ambito di un incontro sulle novità 2019 per l'università.

Secondo i dati 2017/18, l'Università di Bologna conferma il suo primato con 2.787 studenti in partenza per un periodo di studio all'estero grazie al programma Erasmus+, e conquista il podio in Europa anche per quanto riguarda gli studenti in arrivo con 1970 studenti.

Un primato importante che conferma la capacità attrattiva dell’Alma Mater, a fronte della crescita della mobilità europea: nel 2017/2018, si legge nel rapporto Indire, sono 37.601 gli studenti partiti in Erasmus dagli atenei italiani, un numero in crescita che mette l’Italia tra i quattro principali paesi Ue per numero di giovani in partenza, dopo Spagna, Germania e Francia. Secondo Indire è cresciuta anche l’accoglienza, con oltre 26mila studenti europei in ingresso, ai quali vanno aggiunti 1.263 studenti provenienti da regioni extraUe.

Nella top ten delle università europee migliori per studenti Erasmus+ in partenza, dopo l'Alma Mater, tra le italiane c'è l’Università di Padova al quarto posto (1.866 studenti), la Sapienza Università di Roma al quinto (1.782) e al sesto l’Università degli Studi di Torino (1.412). Per quanto riguarda l'accoglienza, Unibo è seguita invece dagli atenei di Valencia, Lisbona, Granada e Madrid.

"Sono molto soddisfatto del primato conquistato dal nostro Ateneo in Europa, sia per studenti in entrata che in uscita. - ha detto il Rettore Francesco Ubertini - Aumentare la mobilità era tra gli obiettivi del piano strategico, quando mi sono insediato, e sono quindi molto contento di questo risultato che conferma il potere attrattivo dell'Università di Bologna".