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Azioni di disinformazione e notizie false: la sfida del progetto RESONANT

L’iniziativa di ricerca europea, a cui partecipa anche l’Università di Bologna, andrà a svelare tattiche, tecniche e procedure impiegate dagli attori statali e non statali esteri nel campo della manipolazione delle informazioni, con l’obiettivo di proporre soluzioni e contromisure per affrontare questa minaccia


La diffusione di notizie false e la disinformazione portata avanti da attori statali o non statali è una minaccia sempre più rilevante, sia per i singoli cittadini che per tutta la società civile. Ad occuparsene – svelando le tecniche e le tattiche utilizzate e proponendo soluzioni e contromisure – è il progetto europeo RESONANT, a cui partecipa anche l’Università di Bologna, con il professor Pierluigi Musarò come responsabile scientifico, insieme all’assegnista di ricerca Chiara Davino, entrambi del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia.

Finanziato dal programma Horizon Europe, il progetto punta a documentare le tattiche, tecniche e procedure impiegate dagli attori statali e non statali esteri nel campo della manipolazione delle informazioni.

"Le operazioni di interferenza e manipolazione nel campo dell'informazione lanciate da attori esteri minacciano i diritti e le libertà fondamentali a livello nazionale, con possibili conseguenze preoccupanti sui paesi colpiti", spiega Pierluigi Musarò. "Con questo progetto vogliamo migliorare la comprensione di questo fenomeno per raccomandare strategie, strumenti e metodologie capaci di ridurne l'impatto sulla popolazione".

Coordinato da Fondazione FORMIT, il progetto RESONANT riunisce un gruppo di esperti con competenze e capacità molto diverse. Il consorzio è composto da dieci organizzazioni partner provenienti da sette paesi, tra cui rappresentati delle forze dell'ordine, esperti di sicurezza, istituti accademici e di ricerca, ONG e autorità nazionali.

Oltre a concentrarsi sulle tecniche e le tattiche utilizzate per la diffusione di notizie false e la disinformazione, gli studiosi analizzeranno anche i cambiamenti comportamentali che avvengono nelle comunità della diaspora colpite da queste azioni. Inoltre, verranno mappate le conoscenze e il livello di preparazione delle autorità statali rispetto agli strumenti legali di contrasto che possono essere utilizzati.

Grazie a tutte queste informazioni, il progetto metterà a punto una serie di strumenti tecnici, di raccomandazioni politiche e di esercitazioni pratiche per affrontare questa minaccia.