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"Spina etrusca. Un grande porto del Mediterraneo" è la mostra visitabile fino al 23 aprile, presso il Museo Archeologico Nazionale (Via XX Settembre, 122 - Ferrara), esposizione che vede un forte coinvolgimento della cattedra di Etruscologia dell'Alma Mater e dell'Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, curata dai docenti dell'Università di Bologna Chiara Pizzirani, Elisabetta Govi, Andrea Gaucci e da Paola Desantis e Tiziano Trocchi per la direzione del Museo e dal prof. emerito Giuseppe Sassatelli, Presidente del Comitato Scientifico.

Inaugurata lo scorso dicembre dalla Direzione Generale Musei e dall’Università di Bologna, insieme alle Università di Ferrara e di Zurigo, la mostra è nata per celebrare il centenario dell’ «impresa archeologica più importante nell’ambito dell’Italia settentrionale preromana», per usare le parole di Nereo Alfieri all’indomani dei decennali scavi che restituirono alla conoscenza le necropoli di Spina, riemerse dalle lagune di Comacchio tra gli anni ’20 e gli anni ’60 del Novecento.

Grazie alle ricerche condotte dall’Università di Bologna fin dal momento della scoperta di Spina, ma ancor più intensamente dal 2008 (quando il prof. Giuseppe Sassatelli vinse un progetto PRIN per lo studio della necropoli spinetica di Valle Trebba che conta più di 1.400 tombe), oggi è possibile comprendere meglio i messaggi culturali ed ideologici comunicati dagli straordinari corredi tombali e di tentare di ricostruire i gesti del rito funebre, con la loro pregnanza semantica, che restano eloquenti anche agli occhi dei moderni per la loro capacità di evocare un universo di credenze e di speranze per la vita nell’Aldilà.

Insieme alle necropoli e alle nuove conoscenze acquisite grazie agli studi della Cattedra di Etruscologia dell’Università di Bologna, la mostra presenta anche i recentissimi risultati degli scavi in abitato e valorizza prospettive di grande rilevanza e attualità, tra i quali anzitutto il tema dell’incontro e della commistione tra popoli e culture in un ricco quadro di scambi commerciali che nell’allestimento viene paragonato alla contemporaneità.

Attraverso un ricco apparato multimediale e un allestimento fortemente evocativo, il visitatore è dunque invitato a percorrere questo difficile viaggio in Adriatico da Atene a Spina, accompagnato dalla memoria di tanti eroi del mito greco che trovano in questo mare lo spazio di ambientazione delle loro vicende leggendarie. Una volta raggiunta la città di Spina, sono proprio le necropoli e ancor più i singoli corredi funerari a restituire la fisionomia dell’antica città-porto etrusca, dei suoi abitanti, della sua società, in particolare attraverso straordinarie manifestazioni del potere narrate con una accurata selezione di oggetti e di immagini.

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