Si chiama CAP-IRE che sta per «Assessing the multiple impacts of the Common Agricultural Policies on rural economies» (Valutazione dei molteplici impatti della politica agricola comune sulle economie rurali) il primo progetto europeo coordinato dall'Alma Mater. Si propone di promuovere lo sviluppo sostenibile nelle aree rurali europee migliorando la comprensione dei meccanismi di cambiamento socioeconomici a lungo termine.
Sono 11 i partner da tutta Europa che si sono incontrati per la prima volta sotto le Due torri il 21 e il 22 gennaio scorso per il meeting di avvio. Il progetto è stato ideato ed è capitanato dal gruppo di ricerca coordinato da Davide Viaggi, ricercatore del Dipartimento di Economia e Ingegneria Agrarie.
Le zone rurali europee stanno subendo cambiamenti importanti legati a numerose cause, dai cambiamenti nei modelli di insediamento e nelle interazioni urbano-ruraliall’impatto dell’immigrazione, dall’invecchiamento demografico all’indebolimento dell'agricoltura in termini di reddito e occupazione, all’evoluzione nei sistemi di governance.
La politica agricola comune – la CAP, Common Agricolture Policy, dell’acronimo del progetto - è il capitolo principale di spesa dell’Unione europea e interessa in modo diretto o indiretto gran parte dei cittadini europei. Sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente, redditività e biocombustibili: la CAP è finalizzata non solo a garantire agli agricoltori un congruo tenore di vita, ma anche a fornire ai consumatori alimenti di qualità a prezzi equi e a preservare il patrimonio rurale.
Valutare l'impatto della politica agricola comune è fondamentale per indirizzare le politiche future dell’Europa. Obiettivo del progetto CAP-IRE è migliorare la comprensione dei cambiamenti nei meccanismi socio-economici di lunga durata nelle zone rurali per supportare la definizione futura della politica agricola comune. Con un budget di quasi 2 milioni di euro, il progetto si concentrerà in particolare sulla dimensione famigliare dell’attività agricola, esaminando in modo dettagliato 11 aree europee elette a casi di studio e coinvolgendo una rete di attori locali.
Oltre a CAPIRE, sono almeno otto i progetti finanziati nell’ambito del 7° PQ dei quali l’Ateneo è partner e che hanno già preso avvio. Per la maggior parte si tratta di progetti dell’area tematica ICT, tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Nel 2007, per i primi bandi del programma Cooperation del 7 ° PQ, l'Università di Bologna ha presentato 149 progetti ottenendo un tasso di successo superiore alla media italiana. Tredici progetti sono stati presentati nel solo primo bando del programma «Scienze socioeconomiche e scienze umane», che si occupa di approfondire la comprensione delle più importanti sfide socioeconomiche che l'Europa deve affrontare: crescita, occupazione, competitività, società della conoscenza, coesione sociale, istruzione, sostenibilità, immigrazione e integrazione. Due progetti, tra i quali CAP-IRE, sono stati ammessi alla fase di negoziazione divenendo parte dei 93 progetti selezionati di questa programma, tra cui verranno ripartiti circa 80 milioni di euro.