L’Alma Mater scala diciotto posizioni nella classifica internazionale dei migliori atenei del mondo stilata dal Times Higher Education Supplement. Sale infatti al 174° posto, dal 192° dell’anno scorso, e si conferma l’unica università italiana tra le prime 200. A spingere verso l’alto la valutazione dell’ateneo hanno contribuito, secondo il Rettore, l’incremento della quota di studenti e accademici stranieri (+14% e +16% rispettivamente) e il miglioramento delle performance in alcune aree disciplinari, tra cui spiccano scienze naturali (matematica, fisica, chimica, ecc.) in cui Unibo si colloca al 107° posto nel mondo (+27 posizioni rispetto al 2008) e scienze sociali (scienze politiche, economia, diritto, psicologia, ecc.) dove l’ateneo si attesta al 72° posto (+18 di un anno fa), sebbene il miglior risultato rimanga legato alle discipline umanistiche in 51° posizione (55° nel 2008).
"Ci speravamo - ha commentato il rettore Pier Ugo Calzolari - nonostante si tratti solo di una delle classifiche possibili, per quanto tra le più autorevoli sul piano internazionale. Negli ultimi anni - ha continuato - ce l’abbiamo messa tutta per puntare su giovani e ricerca, e questa linea è stata consapevolmente fatta propria dall’intero ateneo e dalle facoltà". "L’Alma Mater - aggiunge il prorettore all’innovazione gestionale Marco Depolo - si colloca nel 2 per cento dei migliori atenei del mondo: farebbe davvero piacere poter dire altrettanto dei finanziamenti al sistema universitario italiano".
Al di là della classifica del Times, l’Università di Bologna sfoggia risultati apprezzabili anche nella quota di studenti che si iscrivono al secondo anno in pari con gli esami (42 per cento contro il 25 per cento in Italia), e nella percentuale di studenti stranieri iscritti ai corsi di laurea di secondo livello (post laurea triennale) e di dottorato (rispettivamente 5,3 e 12 per cento, a fronte di una media italiana di 4,1 e 6 per cento, dato quest’ultimo riferito al 2007). Al contrario, mostra elementi di debolezza sulle borse di studio per i dottorati di ricerca, con una percentuale media del 3,6 a fronte del 4 in Italia, e su quelle finanziate da soggetti esterni, con una proporzione del 12 per cento rispetto al 14 in Italia.
Buone notizie, secondo i vertici accademici, dal fronte immatricolazioni. Ad oggi risulterebbero circa 14.400 nuovi iscritti ai corsi di laurea triennali e a ciclo unico del 2009/10, mentre erano 12.300 un anno fa. Un dato non comparabile, sottolinea il Rettore, per via del diverso flusso di immatricolazioni dovuto a scadenze e modalità differenti rispetto all’anno passato, ma che mostra comunque un trend positivo. Lo scorso 31 dicembre, ad immatricolazioni chiuse, i nuovi iscritti ai corsi triennali e a ciclo unico dell’anno accademico 2008/09 erano 14.359.