Sono passati dieci anni dalla riforma universitaria che ha introdotto il sistema del "tre più due": una laurea di primo livello triennale cui può seguire un biennio di specializzazione. Il consorzio AlmaLaurea ha presentato oggi nell'Aula Magna di Santa Lucia i risultati della sua dodicesima indagine conoscitiva sul profilo dei laureati italiani, e il decennale della riforma rappresenta un punto fermo per valutarne i primi risultati. "La popolazione dei laureati - spiega il direttore di AlmaLaurea Andrea Cammelli - si è ormai stabilizzata e questo consente un confronto molto affidabile tra i laureati di oggi e quelli di ieri". Confronto che mostra dati più che incoraggianti. "Il quadro complessivo è molto migliore di dieci anni fa, a partire dal numero degli studenti che si laureano in corso: nel 2001 erano meno del 10 per cento, oggi per la laurea di primo livello il dato è attorno al 40 per cento". Tra i tanti indicatori presentati da AlmaLaurea c'è poi da sottolineare l'incremento del 28 per cento del numero di anni di formazione, così come il dato del 60 per cento di laureati che hanno fatto nel corso degli studi un'esperienza di stage o di tirocinio. "Anche il rapporto con il mondo del lavoro - spiega Cammelli - sta migliorando".
E per quanto riguarda l’Alma Mater? Tra i dati presentati spicca il gran numero di laureati che hanno trascorso un periodo di formazione sui banchi delle università del resto d’Europa e del mondo. Sfiorano addirittura il 29 per cento tra quelli di secondo livello: ben oltre l’obiettivo del 20 per cento indicato dai ministri europei dell’Istruzione, e dieci punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Più in generale, arrivano al 18 per cento i dottori Unibo con alle spalle un periodo di studio all’estero, a fronte di una media italiana del 14. Si avvalgono di programmi di scambio europeo, primo fra tutti il celebre e amato Erasmus, nel quale l’Alma Mater primeggia addirittura a livello continentale, come primo ateneo per numero di studenti in partenza e terzo, dopo un paio di università spagnole, per studenti stranieri in ingresso.
Risultati particolarmente brillanti emergono poi guardando ai quattromila laureati di secondo livello del 2009. Sono più regolari negli studi (il 54,4 per cento conclude in corso), ottengono un buon punteggio finale (in media 107,7 su 110) e frequentano più assiduamente le lezioni (il 70 per cento segue almeno tre quarti degli insegnamenti). Risultano così soddisfatti che il 72 per cento di loro ripeterebbe l’esperienza di un corso di laurea specialistica all'Alma Mater.
Prendendo in esame il complesso dei neodottori bolognesi, dal confronto con i loro colleghi di dieci anni fa, prima cioè dell’avvio della riforma, si vede che sono più veloci a tagliare il traguardo della laurea. Ci impiegano infatti circa due anni in meno, anche se l’età media dei laureati (26,2 anni nel 2009 contro i 27,6 del 2001) non lo rivela pienamente, perché nel frattempo è aumentata anche quella di immatricolazione. In linea con la tendenza nazionale, si moltiplicano anche le esperienze in azienda: i tirocini riguardano il 51 per cento dei laureati 2009 a fronte del 15,6 di quelli 2001. In particolare, la quota è del 56 per cento tra i laureati di primo livello, del 51 per cento per il ciclo unico e del 47 per cento per le specialistiche.
I laureati dell’Università di Bologna, nella loro totalità, vengono soprattutto da famiglie dove il titolo accademico entra per la prima volta in casa: il 66 per cento ha entrambi i genitori non laureati (il 69 per cento tra i laureati di primo livello e il 64 per cento tra gli specialistici), confermando un allargamento dell’accesso agli studi universitari a fasce di popolazione meno avvantaggiate. La tendenza al proseguimento degli studi, già elevata prima dell’avvio della riforma (riguardava il 60 per cento dei laureati bolognesi del 2001), viene confermata: 61 laureati su cento dell’Alma Mater intendono formarsi ulteriormente dopo aver conseguito il titolo. La percentuale si dilata in modo particolare, raggiungendo il 74 per cento, fra i laureati di primo livello del 2009 (tra questi il 57 per cento intende iscriversi alla specialistica).
I laureati dell’Alma Mater coinvolti nell’indagine sono i giovani usciti dall’ateneo nel 2009, in tutto 15.539. Tra questi, 8.868 laureati di primo livello, 4.281 laureati nei percorsi specialistici biennali e 1.180 laureati a ciclo unico. Nel confronto con i laureati pre-riforma sono invece stati considerati i giovani che hanno concluso gli studi prima del 2001.