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L’attività di ricerca richiede sempre più un approccio multidisciplinare unitamente allo sviluppo di nuove tecnologie per produrre farmaci efficaci e per migliorare l’intero processo della scoperta. Il Miur, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha finanziato un progetto per 2.871.000 euro che coinvolge tre università italiane (Bologna, Milano, Catania), la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, l'Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA) e la Lay Line Genomics S.p.A. di Roma.

Il progetto ha come obiettivi lo sviluppo di metodologie innovative per il riconoscimento molecolare farmaco-recettore e l’applicabilità di tali tecniche attraverso la produzione di nuove terapie per la malattia di Alzheimer. Le attività di ricerca dell’Università di Bologna saranno portate avanti da due equipe, una guidata dal prof.di Scienze Farmaceutiche, Carlo Melchiorre e una guidata dal prof. di Biologia Evoluzionistica e Sperimentale, Vittorio Tomasi, cui spetterà il compito di esplorare i modelli di patologie come le malattie da prioni, la sindrome di Alzheimer e di Wiskott-Aldrich.

Coinvolti più gruppi di ricerca per un approccio che spazia dalla chimica computazionale, farmaceutica e biologica, alla biologia molecolare, farmacologia e neuroscienze. "Mettere a punto delle metodiche per la determinazione rapida delle sostanze che verranno poi sintetizzate", questo uno degli obiettivi che si pone il prof Carlo Melchiorre, responsabile scientifico del gruppo di ricerca di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Bologna. Cinque le attività in programma. In particolare la Lay Line Genomics e l’ENEA lavoreranno per la scoperta e per lo sviluppo di biofarmaci basata sugli anticorpi ricombinati. Il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Bologna e l’Università di Trieste collaboreranno nell’ambito degli studi computazionali.

Metodologie innovative di sintesi saranno l’obiettivo delle università di Bologna, Milano e Catania, che si occuperanno anche della valutazione biologica e sul modello animale, prototipo sviluppato dalla Lay Line Genomics e che mostra le caratteristiche fenotipiche della malattia di Alzheimer. Spetta ai dipartimenti di Scienze Farmaceutiche e di Farmacologia lo studio della determinazione dei parametri ADMET che riguardano la fase di progettazione del farmaco.

"Il continuo scambio di informazioni tra i gruppi di ricerca creerà un forum per gli scienziati, che in questo modo potranno aggiornarsi continuamente", prosegue Melchiorre. Un sistema di lavoro utile non solo per fare progressi nell’ambito della medicina, ma anche per formare dei giovani ricercatori. Oltre ai professori, ai ricercatori effettivi, circa 300.000 euro dell’intero finanziamento saranno destinati alla formazione di cinque giovani al di sotto dei trentadue anni che vogliono dedicarsi all’attività di ricerca. Il contratto previsto è di tre anni, il tempo dell’intero progetto. Nuove idee e nuovi strumenti per definire nuove terapie con l’obiettivo di progredire nella ricerca.