Il segreto per combattere il dolore, soprattutto nei pazienti con cancro in stadio avanzato, è nascosto nel nostro corpo, in una molecola. Sono i peptidi, infatti, le piccole molecole costituite da amminoacidi prodotti dal sistema nervoso i "controllori" naturali del dolore che, se opportunamente modificati, possono diventare dei potenti analgesici privi di effetti collaterali tipici, invece, della morfina e dei suoi derivati.
La scoperta è di un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Chimica "G. Ciamician" e del Dipartimento di Farmacologia dell'Università di Bologna, guidato da Luca Gentilucci e Santi Spampinato. "Per rendere utilizzabili terapeuticamente questa nuova famiglia di composti ciclici non-alcaloidi, che abbiamo chiamato Tryptoids - spiega il coordinatore della ricerca Luca Gentilucci - dobbiamo modificarli chimicamente in modo che possano raggiungere i siti di azione nel sistema nervoso centrale e periferico e fungere da antidolorifici".
Il progetto "Tryptoids: sviluppo di nuovi agenti terapeutici di origine naturale per la sedazione del dolore in pazienti in stadio di cancro avanzato", prevede nello specifico di studiare le applicazioni di queste molecole per trattare il dolore cronico in campo oncologico. Il progetto è stato selezionato per un finanziamento biennale di 90.000 euro dalla Fondazione Umberto Veronesi, che vanta tra i propri membri diversi Premi Nobel per la Medicina.
Gli studi svolti finora hanno dimostrato che i Tryptoids, essendo caratterizzati da una struttura atipica, interagiscono ed attivano i loro bersagli biochimici mediante un meccanismo alternativo a quello degli antidolorifici classici come morfina e fentanyl, e per questo motivo potrebbero trovare applicazione verso le forme di dolore più difficili da trattare.