Il dipartimento di Archeologia di Ravenna parteciperà alla missione archeologica di Aswan-Kom Ombo in Egitto, in collaborazione con la Yale University. "Si tratta di un'importante missione archeologica internazionale - spiega Antonio Curci, docente di Metodologia della Ricerca Archeologica alla facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna e responsabile dell’Aswan-Kom Ombo Archeological Project - a cui il dipartimento di Archeologia è stato chiamato a far parte in virtù dell’approccio tecnologico molto avanzato che applichiamo ai nostri scavi e che ci viene riconosciuto anche oltre i confini italiani".
Attualmente il dipartimento è impegnato in numerose missioni di scavo in siti di grande rilievo in Italia e all’estero. Obiettivo della missione di Aswan è lo studio dell’interazione tra Egiziani e Nubiani in quella terra, tradizionalmente considerata di confine: i dati archeologici testimoniano la regione ricchissima di rapporti estremamente complessi e articolati.
La missione, partita il 28 febbraio, proseguirà fino alla fine di marzo. Vi parteciperanno numerosi studiosi, provenienti da diversi istituti internazionali: oltre all’Università di Yale, ente principale, ci sono anche l’Oriental Institute of Chicago, l’Università di Mainz, il Trinity College di Dublino e il British Museum. Gli scavi si svolgeranno con il patrocinio dell’Unesco che nutre grande interesse nei confronti dei siti archeologici della regione di Aswan.
L’equipe guidata da Antonio Curci si occuperà in particolare di effettuare scavi su una necropoli del IV-II millennio a.C., compiere attività di superficie per l’individuazione di nuovi insediamenti e documentare l’arte rupestre presente sul territorio. Alla missione parteciperanno tre studenti dell’Alma Mater.
"La missione rappresenta senza dubbio un’opportunità unica per questi ragazzi di poter partecipare a un'esperienza di studio applicata molto qualificata dal punto di vista scientifico e altamente professionalizzante", aggiunge Curci. "In Egitto gli studenti avranno l’occasione di toccare con mano materiali, reperti, storia e cultura dell’antico Egitto, nonché di collaborare da vicino con professionisti appartenenti ai più prestigiosi istituti culturali impegnati in campo archeologico".