Unibo Magazine

Passato l'anno del 40° anniversario, continuano le iniziative dedicate al ricordo dell'avventura degli Angeli del fango: le centinaia di ragazze e ragazzi che nei primi giorni del novembre 1966 si ritrovarono a Firenze per aiutare la città a liberarsi dagli sconvolgimenti seguiti alla piena dell'Arno.

La presentazione del libro di Erasmo D'Angelis, avvenuta lo scorso 2 febbraio, è diventata una nuova occasione non solo per rivivere con la memoria i fatti di quei giorni drammatici ma pieni di speranza, ma anche per riflettere sull'attualità, sia sul piano politico che sul piano ambientale.

Oltre al Prorettore Roberto Grandi e a Carlo Monti e Mario Pantano, era presente all'incontro anche Giudo Fanti che, all'epoca Sindaco di Bologna, saputa la notizia dell'alluvione attivò immediatamente i meccanismi della politica cittadina per portare aiuto a Firenze.

"In Consiglio Comunale", ha ricodato Fanti, "si era stabilito immediatamente il consenso di tutte le forze politiche nell'inviare aiuti materiali e finanziari. Penso che questo clima politico unitario contribuì molto nel formare il consenso anche all'interno della società civile". L'intervento di Fanti non ha mancato anche di toccare l'attualità. "La mobilitazione è stata immediata e una grande lavoro è stato fatto da quelle che una volta erano le aziende municipalizzate. Ora queste realtà non esistono più, si sono trasformate in S.p.A."

La presenza all'evento dell'autore del libro, Erasmo D'Angelis, ha poi permesso di conoscere gli avvenimenti dell'epoca dal punto di vista di un abitante della città alluvionata. "Firenze", ha detto D'Angelis, "fu colta assolutamente impreparata. Era un'altra epoca: in Italia non c'era ancora una cultura della prevenzione, dell'allarme. Sono tutte cose nate proprio dopo il '66". D'Angelis ha poi ricordato come quello degli Angeli del fango fu il primo grande evento di volontariato spontaneo, dal quale poi sorsero le tante grandi e piccole associazioni che oggi abitano il panorama del volontariato italiano. Non è mancata anche una considerazione finale sulla situazione ambientale. "Purtroppo", ha spiegato D'Angelis, "abbiamo ancora tantissimi fiumi insicuri ed è necessario uno sforzo per risolvere al più presto questi problemi. Quello dei cambiamenti climatici è il rischio numero uno che il nostro pianeta si trova oggi ad affrontare".