La facoltà di Veterinaria dell'Ateneo di Bologna dovrebbe "ridurre il numero degli iscritti" perché da tempo dal mondo professionale giunge un grido di lamento per i troppi laureati". Il nuovo preside, Santino Prosperi, nel passaggio di consegne ufficiale con il suo predecessore, Stefano Cinotti, esordisce così nel suo discorso di insediamento, che coincide anche con l'inaugurazione del 222^ anno della Facoltà. Prosperi promette anche impegno per creare maggiori opportunità di scambi con l'estero dei suoi studenti e dei colleghi docenti. E di portare ad "almeno sei mesi o un anno" le trasferte all'estero dei dottorandi, dei borsisti e degli assegnisti "per migliorare la ricerca e raggiungere gli standard europei". Anche l'attivazione dei corsi triennali, "non e' stata rincorsa". Uno, inaugurato lo scorso anno è quello nel settore degli animali selvatici nel mondo agricolo.
La cerimonia è stata anche l'occasione per presentare alla stampa, al rettore Pier Ugo Calzolari, al sindaco di Bologna, Sergio Cofferati e al ministro per la Politiche agricole, Paolo De Castro, una macchina con un sistema digitale per la radiologia veterinaria computerizzata che esegue esami sui cavalli. La macchina, terza acquisizione tra gli Atenei italiani (c'è già a Perugia e a Milano), è stata acquistata con 100 mila euro finanziati dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
L’inaugurazione è anche l’occasione per il Rettore di fare qualche considerazione sulla finanziaria in discussione in questi giorni "Il Governo ha aumentato di 300 milioni di euro i fondi per la ricerca, ma contemporaneamente non aiuta i dipartimenti degli Atenei che sono il governo delle ricerca. E’ una scelta incoerente che abbiamo già segnalato". E il Rettore rivolgendosi al ministro per le Politiche Agricole, Paolo De Castro, docente dell'Alma Mater e presente in sala "Alziamo il tono della voce e diciamo che la qualità delle nostra ricerca è altissima, per quanto poca", afferma e ricorda anche di aver proposto, "e qualcuno l'ha criticato, il taglio del 20% di tutte le spese dell'Ateneo". A Bologna, in un anno "abbiamo fatto 200 nuovi ricercatori, nel tentativo di creare la terza fascia di docenti", aggiunge Calzolari che poi loda i giovani studiosi, soprattutto quelli dei poli universitari della Romagna "che fanno ricerca migliore di quelli di Bologna, proprio perché sono più giovani".
Tra poco tempo, dice, si inaugurerà il primo studentato a Bologna acquistato interamente dall'Università e tanti altri se ne vogliono creare fino a raggiungere "i mille posti". A Ozzano, intanto, l'Alma Mater creerà il primo campus universitario. Il sindaco, da parte sua, risponde che "sono tante le cose da fare insieme, dato che la Città e l'Università sono inscindibili. Lazzaretto e Bertalia, zone praticamente vuote "si trasformeranno in nuovi quartieri, dove si trasferiranno tante facoltà, ma anche abitazioni", dice il sindaco. Poi, Cofferati si rivolge a una studentessa della Facoltà che gli ha chiesto di istituire più autobus tra Ozzano e Bologna ("perché l'ultimo sia per andare che per tornare è alla nove di sera") e garantisce che indirizzerà la richiesta a chi di dovere, ma a lei, chiede di "stare nel centro di una delle città più belle d'Europa con moderazione e non oltre una certa ora".
A chiudere la celebrazione è il ministro De Castro, che oltre a salutare i colleghi di Facoltà ricorda a tutti, docenti e studenti, che "è importante studiare le politiche agricole degli altri paesi e il tema della sicurezza per rendere più competitivi i prodotti italiani".