Unibo Magazine

"La parola, la memoria, il ritorno al reale". Sono "gli stili e i percorsi vincolanti e fondamentali" individuati dal Rettore Ivano Dionigi nel discorso (in versione integrale in allegato, sulla destra) con cui ha inaugurato l’anno accademico 2009-2010. Un richiamo forte al ruolo e all’importanza dell’Università che "è l’antidoto al videoanalfabetismo imperante, il contraltare di certa modernità frettolosa e affannata, il luogo naturale che forma la classe dirigente di un Paese".

Al centro del suo denso discorso il rapporto tra i docenti e gli studenti. Prima un affettuoso saluto al Rettore uscente, Pier Ugo Calzolari, convalescente, e a quello ancora precedente, Fabio Alberto Roversi Monaco, seduto in prima fila. Poi, dopo aver detto in premessa che non avrebbe fatto una relazione retrospettiva (solo 49 i giorni dall’inizio del mandato), né un esame delle cifre contenute nel Bilancio preventivo, un rapido cenno ad alcune questioni centrali dell’azione di governo: lo sviluppo edilizio, la struttura Multicampus, le chiamate illustri, l’Amministrazione e il Disegno di Legge Gelmini. Il discorso del Rettore, durato una trentina di minuti, si è quindi concentrato su "studenti e professori" "direzione e timbro del mio mandato". E dopo aver elencato quelli che i greci antichi chiamerebbero adynata ovvero "gli impossibili", è passato ad enunciare le azioni concrete, quelle che "dipendono da noi e su cui il nostro Ateneo ha ancora margini di miglioramento".


Poi il rapporto con la città.
Le torri e le toghe, un binomio indissolubile su cui non ha mancato di concentrarsi anche l’intervento del sindaco di Bologna, Flavio Delbono. "Credo che sia un’occasione unica - ha esordito il Sindaco riferendosi alla sua presenza sul palco di uno degli eventi che da molti secoli segnano la vita culturale di Bologna. "L’Alma Mater - ha spiegato- è nel DNA della nostra città". Così come del resto appartengono al mondo dell’accademia quelle caratteristiche intrinseche dei bolognesi, ovvero "il gusto per il nuovo, l’intrigo intellettuale, la voglia di stare insieme e di fare gruppo". Per questo nell’annunciare, a breve, l’inaugurazione di un Infopoint nel Cortile d’onore di Palazzo d’Accursio e di uno spazio da gestire insieme, città e università, in Sala Borsa, ha voluto dare un segno concreto a quel matrimonio d’amore e di interesse che lega la città alla sua università. " I prossimi anni ci devono vedere uniti più che mai per vincere le nuove sfide. E Bologna anche grazie alla sua Università ha le carte in regola per essere un esempio".

Quindi è stata la volta del rappresentate degli studenti Alberto Aitini che nell’auspicare l’inizio di una proficua collaborazione nella difesa di una università "che chiediamo e crediamo pubblica", ha voluto ricordare un legame che da subito Dionigi ha instaurato con gli studenti. "Nel primo giorno del suo mandato il Rettore ha inviato a tutti una e-mail con la sua idea di università: un’idea che crediamo giusta". Poi Aitini ha citato la recente relazione del Nucleo di valutazione, con la quale gli studenti hanno promosso l’Alma Mater e ha stimolato a proseguire su quella strada e migliorare la partecipazioni degli studenti alla vita dell’Ateneo.

Anche la rappresentate del personale Valentina Filippi, della FLC Cgil, ha voluto rimarcare la volontà del personale tecnico e amministrativo, componente molto variegata e composita, di prendere parte attivamente alla vita dell’Alma Mater. "Ci sentiamo parte di essa e ci aspettiamo di non esserne esclusi- ha ripetuto nel suo intervento-. Se è vero che il nostro Ateneo ha raggiunto ottimi risultati, è anche grazie alla nostra partecipazione".

Il professor Tommaso Ruggeri ha poi letto la sua lezione dal titolo L’Universo matematico: dalla Meccanica celeste ai Sistemi complessi. Una esposizione di carattere storico divulgativo, in cui si è cimentato nel non semplice compito di dimostrare come la Matematica, spesso vista come disciplina fine a sé stessa, sia in realtà ricchissima di implicazioni nella nostra vita. Nella sua esposizione, ricca di riferimenti e di citazioni, il professore, Ordinario di Meccanica Razionale e Accademico dei Lincei, ha avuto modo di affrontare diverse questioni, prendendo le mosse dall’universo matematico della meccanica classica per arrivare a considerare la ricerca di base e persino i rischi dell’Impact Factor.

Dopo di lui l’attore Toni Servillo: suo anche il prologo, prima dell’intervento del Rettore, con un testo dalla Magna Charta Universitatum, sull’autonomia dell’università. Quindi altre tre letture: da Nietzsche, da Brecht e dal Libro della Sapienza.

E ancora l’omaggio alla società e al mondo dell’imprenditoria, con la consegna del sigillo d’ateneo ad Isabella Seragnoli. "Figura esemplare per Bologna e per il Paese", ha detto il Rettore, motivando l’attribuzione del massimo riconoscimento accademico per le personalità che hanno conseguito particolari benemerenze nel campo dell’impegno culturale e sociale.

Prima del congedo dei cortei ancora le parole di Toni Servillo che hanno chiuso la cerimonia dando voce e anima ad un brano di Piero Calamandrei.