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Sviluppare modelli predittivi per le aritmie cardiache indotte da farmaci. È questo l’obiettivo del progetto europeo Aritmo, che farà tappa sotto le due torri lunedì 21 e martedì 22 giugno. Il progetto, partito all’inizio del 2010, riunisce diciassette gruppi di ricerca di otto paesi europei.

Sono tre le anime bolognesi del progetto: Fabrizio De Ponti (Dipartimento di Farmacologia), esperto di studi di farmacoepidemiologia, in particolare su farmaci che causano aritmie, Maurizio Recanatini (Dipartimento di Scienze farmaceutiche), chimico farmaceutico esperto di modelli predittivi in silico e Giuseppe Boriani (Dipartimento Cardiovascolare), professore di malattie dell’apparato cardiovascolare.

Le aritmie cardiache da farmaci, come quelle provocate dalla sindrome del QT lungo, sono una fonte di preoccupazione importante per la salute, perché difficili da prevedere. "In alcuni casi, le conseguenze possono essere letali - spiega il professor De Ponti, capofila della cordata bolognese -, ma la difficoltà di individuare quali farmaci possano provocare queste aritmie rende più difficile la valutazione del loro rapporto rischio beneficio. Antipsicotici, antistaminici ed antinfettivi sono le classi più coinvolte dal problema".

Scopo del progetto è proprio quello di aiutare a comprendere quali farmaci potrebbero avere conseguenze gravi e quali sono le circostanze favorenti. Il gruppo di ricercatori lavorerà su un elenco di oltre duecento farmaci. A essere studiati saranno sia i farmaci più recenti per i quali i dati a disposizione sono meno numerosi, sia quelli più datati, che al tempo della loro entrata in commercio non erano stati valutati per questo tipo di problematica, emersa solo recentemente. "ll risultato finale - racconta Fabrizio De Ponti - sarà una serie di linee guida che aiuteranno i medici a prescrivere in modo più appropriato: un vero e proprio elenco ragionato nel quale ad ogni farmaco sarà attribuito un certo rischio di aritmia".

Per ottenere questo risultato, Aritmo metterà in gioco una strategia multidisciplinare. Verranno non solo studiati i dati di farmacovigilanza disponibili, provenienti da 27 milioni di pazienti in tutta Europa, ma a ciò si affiancheranno studi clinici osservazionali e modelli predittivi in silico, ottenuti con simulazioni al computer. In particolare a Bologna  si terranno sotto osservazione pazienti che assumono farmaci antinfettivi.

L’idea di Aritmo nasce da un Progetto Strategico di Ateneo finanziato nel 2006. Un’idea di successo che ha portato a un progetto cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del VII Programma Quadro con oltre 2,7 milioni di euro.