Unibo Magazine
"Vengo richiesto di un commento alle dichiarazioni del Prof. Ghetti sull'entità delle erogazioni della Fondazione Carisbo a ricercatori universitari e sull'insufficienza delle relative rendicontazioni", ha scritto ieri il Rettore Pier Ugo Calzolari in una nota, rispondendo alle affermazioni del consigliere di amministrazione della Fondazione Carisbo. Il prof. Ghetti alla presentazione del bilancio sociale aveva dichiarato che la "Fondazione ha dato molti, troppi soldi all'Università di Bologna". E aveva lamentato "l'abitudine sbagliata di non rendicontare il lavoro fatto, o di farlo in maniera carente e imprecisa". Per questo aveva concluso  "staremo più attenti alle scelte che facciamo e guarderemo di più alla capacità delle persone".

"Il primo commento è di ammirazione - ha proseguito il Rettore nel suo messaggio-  per il coraggio del Prof. Ghetti, poiché non capita spesso di trovarsi di fronte ad un'autocritica così franca. Io non so, infatti, se le risorse che la Fondazione Carisbo destina all'Università di Bologna siano molte o troppe poiché conosco solo quelle che vengono trasferite alla diretta responsabilità del Rettore, quelle stesse, per altro, tutte già attribuite al mio predecessore.

Il fatto è che la Fondazione Carisbo spende i suoi danari per progetti di ricerca universitari in modo del tutto indipendente dall'Università, voglio dire dal governo dell'Università, privilegiando, nell'ambito della sua autonomia, i canali diretti. Oggi un suo autorevole esponente, il Prof. Ghetti, ci dichiara apertamente che la rendicontazione di questi progetti è insufficiente o assente. Male, ma il primo responsabile in questi casi è lo stesso gestore dei programmi, il quale o non ha chiesto la rendicontazione o non ha l'autorità per imporla.

Gran parte dei dipartimenti scientifici di questa Università vive sui fondi di ricerca europei e da molto tempo i suoi ricercatori, dopo avere vinto difficili gare, hanno imparato a compilare le meticolose rendicontazioni richieste dalla Commissione, ma probabilmente non sono gli stessi coi quali ha a che fare il Prof. Ghetti.

Per il resto, io non ho la possibilità di commentare affermazioni che fanno riferimento a questioni delle quali l'Università è tenuta rigorosamente all'oscuro. Salvo un tentativo iniziale, senza alcun esito, in quattro anni l'attuale rettore non ha avuto la possibilità di concordare alcunché con la Fondazione Carisbo, a differenza di quanto accade annualmente e così apprezzabilmente con l'altra fondazione bancaria cittadina, o con quelle della Romagna. Dallo scorso dicembre, per esempio, egli attende una risposta definitiva ad una richiesta di aiuto per la costruzione del polo delle Scienze Neurologiche al Bellaria.

Il Prof. Ghetti è troppo intelligente per non capire che, al di là delle rendicontazioni (per altro fondamentali, intendiamoci), è la dispersione delle risorse che egli deve innanzi tutto criticare, soprattutto se fossero molte o addirittura troppe. Aiuti l'Università, viceversa, a potenziare gli autentici centri di eccellenza, che ci sono e che faticosamente essa tenta di fare emergere e poi di sostenere. Provi a farlo con spirito di aperta collaborazione e vedrà che verranno meno le occasioni per queste confessioni pubbliche, tanto apprezzabili quanto improduttive".