Un promettente talento del ciclismo si svegliò al mattino, mangiò sette uova e nel pomeriggio vinse la sua prima gara. Decise allora di ripetere la stessa colazione prima di ogni gara: non vinse mai più nulla. L’esempio, che purtroppo per il ciclista non ha nulla di fantasioso, è uno degli aneddoti più cari al Prof. Pierluigi Biagi, docente di Nutrizione presso la Facoltà di Scienze Motorie, quando occorre smontare i miti dei cibi miracolosi: "La maggior parte di coloro che parlano di alimentazione nei mass media – dichiara il professore – non ha alcuna cultura scientifica alle spalle e tende così a esaltare alcuni cibi, quelli che farebbero diventare tutti belli e campioni".
E invece? Invece si scopre che alla base della nuova piramide alimentare il protagonista non è neppure un alimento, ma lo sport: attività fisica quotidiana, per l’esattezza. Già, perché la moderna scienza della nutrizione, che con l’avvento della nutrigenomica analizza anche l’effetto dei micro-nutrienti sui meccanismi cellulari (per esempio l’azione antiossidante dei polifenoli del vino), ha un obiettivo più ambizioso di una linea esteticamente perfetta: punta all’allungamento e al miglioramento della qualità della vita. E con questo traguardo all’orizzonte guarda con scetticismo alle abbuffate di grassi, ma non sposa neppure bilancini ed eccessi da manualistica: "Mangiar bene per vivere meglio" è lo slogan con cui Biagi conclude i suoi interventi.
"Bene" significa soprattutto equilibrio: "I sette gruppi di alimenti dovrebbero essere tutti presenti giornalmente". Peccato che la ricetta più semplice sia la più complessa: "Gli studenti universitari fuori sede – commenta per esempio Biagi – sono i primi a soffrire di una dieta monotematica: mangiano sempre la stessa cosa.". E poi, per loro che come i docenti svolgono un’attività intellettuale, c’è il problema del ridotto consumo calorico: "La loro merenda dovrebbe essere una razione di frutta o un bicchiere di latte: sufficienti da un punto di vista calorico e in grado di per controllare il senso di fame in vista dei pasti principali".
Cibo a parte, il consiglio per tutti è comunque chiaro: fare del moto. "I dati - conclude Biagi – testimoniano una crescita dei ragazzi soprappeso e obesi nelle regioni tipiche della dieta mediterranea: in Campania, per esempio, sono addirittura il 36%. Non è peggiorata l’alimentazione. Sono solo diminuite le occasione di correre e giocare all’aria aperta utilizzando le proprie gambe piuttosto che quelle dei protagonisti dei videogiochi. La colpa è dello stile di vita".