Unibo Magazine
La sicurezza e la fascia oraria di apertura sono gli aspetti più apprezzati da chi frequenta le biblioteche dell’Ateneo. Lo dice un sondaggio condotto dall’Osservatorio statistico per conto del Sistema Bibliotecario d’Ateneo. Dal 22 al 26 novembre 2004 sono stati somministrati in tutto 3957 questionari, nei quali è stato chiesto agli utenti di dodici biblioteche dell’Università di indicare il grado di soddisfazione per i servizi a disposizione del pubblico. "I questionari distribuiti - precisa il prof. Andrea Cammelli, Direttore dell’Osservatorio Statistico - non sono stati auto-compilati dagli utenti, ma da mediatori che hanno condotto delle vere e proprie interviste. Ciò garantisce una maggiore sicurezza riguardo all’attendibilità dei dati".

"Si registra un buon gradimento, più che buono da parte dei fruitori, che sono soprattutto studenti - dice la prof.ssa Fanny Cappello, Presidente del Sistema Bibliotecario di Ateneo. "Gli studenti apprezzano molti servizi e soprattutto apprezzano il fatto di avere un posto tranquillo dove andare a studiare". Tra gli aspetti meno soddisfacenti compaiono, invece, la scarsa disponibilità di prese di corrente per i collegare i computer portatili e il numero ridotto di postazioni informatiche.

Oltre i due terzi degli intervistati dichiara di servirsi della biblioteca per studiare materiale proprio, ma vi è anche un’alta percentuale di utenti che vi si reca per usufruire dei servizi di prestito e consultazione o di chi la vede principalmente come un luogo in cui è possibile socializzare. Scarsa attenzione invece per i servizi più avanzati: si serve del prestito interbibliotecario solo il 19% degli intervistati e una percentuale ancora più bassa (l’8%) adopera il servizio di document delivery, che consente di ottenere solo la parte che interessa di un determinato documento.

"I servizi che hanno assorbito più risorse, sia economiche che di tempo ed energie - spiega la dott.ssa Laura Bertazzoni, coordinatrice del Sistema Bibliotecario di Ateneo – risultano ancora scarsamente utilizzati e conosciuti". Per divulgarne la conoscenza si è pensato a dei corsi di formazione per gli utenti, grazie ai quali ricercatori, studenti e docenti possono imparare ad utilizzare gli strumenti di ricerca più avanzati in modo ottimale. "Questi corsi di alfabetizzazione - aggiunge la Bertazzoni – dovrebbero essere inseriti nel programma di studi universitario e fornire dei crediti, in modo da renderli più appetibili e invogliare gli studenti a partecipare".