Creare insieme un progetto di vita per chi, affetto da disabilità, vuole affrontare un percorso di studi universitario. E' l'obiettivo che emerge dal Bilancio sociale del Servizio studenti disabili dell'Alma Mater. Una relazione di una trentina di pagine in cui oltre ai numeri sono racchiuse linee guida, mission, attività svolte e iniziative future messe in campo dall'Università per supportare i suoi studenti colpiti da handicap.
Il Servizio studenti disabili, sotto la guida e la responsabilità del Delegato del Rettore il prof. Andrea Canevaro, si occupa di individuare e progettare i tipi di sostegno necessari ad ogni studente per affrontare con profitto il proprio corso di studi, sia svolgendo opera di orientamento prima e indirizzo al momento dell'ingresso in Ateneo, sia fornendo supporto durante tutto il percorso di studi.
Ma ciò che emerge dalla relazione è soprattutto la necessità di coniugare queste pratiche con un'ampia serie di soluzioni che possano essere attuate nell'ottica di costruire cittadinanza attiva per e attraverso un progetto di vita. Per farlo è fondamentale che gli studenti stessi siano protagonisti, attraverso una forte partecipazione attiva, attraverso la disponibilità a prendere in mano il proprio percorso, senza per questo escludere ovviamente l'aiuto degli altri. "L’università non è un punto di arrivo, ma di transito, una tappa di un viaggio non la destinazione" si legge nel rapporto.
Ma vediamo qualche numero. Sono stati 571 i destinatari degli interventi nell’esercizio 2007, quelli del 2008 sono 597. E considerando che molti disabili non si segnalano agli uffici preposti si stima che siano circa un migliaio quelli presenti nell’Ateneo bolognese. Gli studenti che usufruiscono su loro richiesta di un tutorato specializzato sono 365. Negli ultimi due anni 79 hanno conseguito la laurea. Nel Bilancio non mancano ovviamente i riferimenti alla situazione contabile. Nel consuntivo dell’esercizio 2007 si legge che le somme a disposizione del Delegato del Rettore sono state 352.428,03 euro. Per il preventivo del 2008 la disponibilità scende a 306.922,38 "un budget insufficiente a coprire sino alla fine dell’anno con la necessaria continuità i bisogni degli studenti seguiti dal Servizio" si legge nelle considerazioni. Qualche dettaglio: sono previsti 89.133 euro da destinare ad attività che riguardano la generalità degli studenti con disabilità, 90.000 euro per il Progetto mediatori per l’integrazione in collaborazione con la Fondazione Alma Mater (studenti universitari con compiti di affiancamento agli studenti disabili), 31.000 euro per interventi a favore di studenti con disabilità motorie, cognitive, di vista, di udito tanto di Bologna quanto delle sedi Romagnole.
Tanti i bisogni e le difficoltà più urgenti a cui il Servizio studenti disabili si impegna a dare risposta. La partecipazione alle lezioni, l'accesso ai testi di studio, così come alle biblioteche e alle consultazioni bibliografiche, la presenza di un supporto didattico specifico, la costruzione di una vita di relazione e di studio con gli altri, il rapporto con i docenti, la realizzazione del percorso di formazione. Per questo sono avviati servizi di tutorato alla pari e di tutorato specializzato (ad oggi interrotti per motivi di impossibilità nella stipula di contratti con studenti "alla pari" dovuti alla legge Finanziaria 2008, e sostituti, in misura ridotta per difficoltà di budget con assegni di tutorato), vengono cercate e concordate modalità diverse di svolgimento degli esami e vengono forniti aiuti nella gestione del rapporto con i docenti, ma anche nel disbrigo di pratiche amministrative e nella progettazione dei soggiorni di studio all'estero.
Inoltre corsi di perfezionamento dell'italiano sono offerti agli studenti non udenti che dimostrano difficoltà nella comprensione del linguaggio specialistico universitario, e durante lezioni, seminari, esami e colloqui sono a disposizione interpreti professionisti della lingua italiana dei segni. Una postazione di lettura e due postazioni informatiche per ipovedenti e non vedenti sono inoltre installate negli spazi di Palazzo Paleotti.
L'intento di queste e delle altre attività, realizzate anche in collaborazione con diverse realtà presenti sul territorio (Regione, Comune, Provincia, Azienda sanitaria, Associazioni), è di partire dalla realtà universitaria per costruire progetti di accessibilità globali e complessivi, che possano rispondere alle esigenze di molti: superare le barriere, non solo quelle architettoniche, ma anche e soprattutto quelle organizzative, e attraverso la costruzione di buone pratiche realizzare un modello di riferimento che possa perfezionarsi in itinere.
"La direzione - si legge ancora nel bilancio, tra le linee guida del Servizio - è quella di semplificare, ridurre i passaggi delle pratiche necessarie per accedere alla cultura, alle biblioteche, alle informazioni, passando dalle pratiche alle 'buone pratiche'".