Si chiama "Studiare, documentarsi, incontrarsi nei Poli della Romagna" l’indagine che verrà condotta per rilevare la qualità dei servizi bibliotecari dell’Università di Bologna in Romagna.
"Un’iniziativa – ha illustrato il pro Rettore per le sedi decentrate Guido Gambetta – che, oltre all’individuazione di suggerimenti e concrete opportunità di intervento, si propone anche di incentivare lo sviluppo di una cultura della valutazione". Contestualmente all’efficacia gestionale infatti la rilevazione può rappresentare un importante momento di analisi e riflessione sul ruolo dell’Università nell’interazione con il territorio romagnolo.
L’impianto metodologico è quello del GIM (Gruppo interuniversitario di monitoraggio dei sistemi bibliotecari), già sperimentato presso alcune biblioteche della sede di Bologna, che in questo caso si avvale di un forte coinvolgimento degli studenti nella progettazione dell’iniziativa. "Un rilevante contributo – prosegue il pro Rettore Gambetta – viene dal coinvolgimento delle rappresentanze studentesche nella fase di progettazione della nuova offerta formativa, ma anche nei processi di valutazione e nella progettazione delle azioni di miglioramento dei servizi".
Saranno perciò gli studenti stessi ad assistere la somministrazione del questionario, con la possibilità di contribuire alla fase di analisi dei dati, la cui elaborazione è curata dall’Osservatorio Statistico di Ateneo.
L’indagine riguarderà l’utenza delle biblioteche delle quattro sedi (Forlì, Cesena, Rimini e Ravenna) e si propone di valutare anche alcune specificità territoriali come la conoscenza e il gradimento dei servizi erogati in convenzione con le biblioteche locali, la conoscenza del catalogo della rete romagnola e il gradimento complessivo dei servizi bibliotecari, tenendo conto delle eventuali differenze tra le esigenze degli studenti residenti, fuori sede oppure iscritti a corsi di laurea dell’Ateneo in altre sedi.