Un originale e importante accordo per la tutela della biodiversità: a siglarlo, l’associazione Slow Food che, reduce dal successo del Salone del Gusto a Torino arriva a Bologna a per sottoscrivere con la Facoltà di Agraria dell’Alma Mater un protocollo d’intesa che mette le basi ad una rete mondiale di università e istituti di ricerca collegati all’associazione internazionale Slow Food. L’accordo, già siglato, sarà illustrato venerdì 3 novembre (ore 10) nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria (via Fanin 50) nel corso di un seminario organizzato dalla Facoltà in collaborazione con il CEFA sul tema "nuove forme di cooperazione internazionale per un’agricoltura ecologica".
All’incontro, che sarà aperto dal prorettore alle relazioni internazionali Roberto Grandi e dal preside della Facoltà di Agraria Andrea Segrè, parteciperanno tra gli altri il presidente della fondazione per la biodiversità di Slow Food Piero Sardo e i rappresentanti della comunità di produttori di cardamomo di Quechè in Guatemala, oltre a numerosi ospiti italiani.
Il tema dell’accordo di collaborazione con l’associazione Slow Food si basa su una serie di obiettivi in comune. In primo luogo la protezione dell’agrobiodiversità e delle culture e identità ad essa connesse, dell’ambiente, delle risorse naturali e del diritto delle popolazioni a disporne per il bene comune e protezione delle caratteristiche originarie dei prodotti a fronte dei rischi di inquinamento genetico. E in seconda battuta il sostegno, in termini di promozione, formazione ed educazione, alla produzione agrolimentare di qualità, di piccola scala e sostenibile economicamente, socialmente ed ecologicamente (sostegno al diritto dei popoli all’autodeterminazione in campo alimentare; valorizzazione dei diritti delle comunità locali sul germoplasma; educazione della società civile e formazione degli operatori del settore agroalimentare).
La Facoltà di Agraria e Slow Food, sulla base del nuovo accordo, si adopereranno per realizzare una serie di programmi per iniziative di scambio e di condivisione di esperienze tra comunità locali; programmi di scambio di docenti e studenti; programmi di appoggio alle comunità produttrici; programmi di formazione accademica svolti in collaborazione con le comunità, attraverso stages, esperienze sul campo, lezioni frontali; contributi agli eventi organizzati e realizzati da ognuna delle parti; e organizzazione e realizzazione comune di eventi.