Bologna può diventare la quarta capitale del turismo italiano a fianco di Venezia, Roma e Firenze. Ne è convinto Barry Lord, fondatore insieme alla moglie Gail della Lord Cultural Resources, la più importante azienda al mondo di progettazione e consulenza in ambito culturale. "Servono due cose", spiega Lord. "Viviamo nell'epoca dell'economia della conoscenza. E' importante quindi attirare e mantenere in città i giovani che si formano all'Università: sono loro che portano le possibilità di creare sviluppo economico. Per fare questo è necessario un sistema solido di infrastrutture culturali. Infrastrutture che, questa la seconda mossa, sono il passo necessario perché Bologna possa diventare un centro di attrazione turistico a livello internazionale".
Gail e Berry Lord, con la loro Lord Cultural Resources, saranno gli ospiti di punta del workshop "Nuove risorse per la cultura", in programma per venerdì e sabato prossimi (24 e 25 settembre) in Pinacoteca. Organizzata da Bam - Bologna art managers e dalla laurea specialistica internazionale Gioca - Gestione e innovazione delle organizzazioni culturali e artistiche, la due giorni vedrà coinvolti 65 partecipanti, di cui una ventina sono studenti del corso di laurea bolognese e gli altri professionisti del mondo della cultura in arrivo da tutta Italia.
"Abbiamo voluto chiamare non un accademico di grido ma un professionista della cultura come Barry Lord per mostrare come si possanno coniugare in modo non conflittuale, non banale arte e management", spiega Luca Zan docente al corso di laurea Gioca. Corso di laurea da cui è uscito Davide Baruzzi, presidente di Bam, che inaugura con questo workshop una serie di iniziative per il management della cultura in Italia. "L'obiettivo - spiega - è favorire il trasferimento dei concetti teorici forniti dalla preparazione universitaria in applicazioni pratiche". Del resto, lo ricorda Mauro Felicori, direttore dell'Area Cultura del Comune, "Bologna è prima di tutto una capitale della formazione, grazie alla sua Università. E' un primato che abbiamo e che non dobbiamo perdere, ma al contrario rafforzare".
La Lord Cultural Resources è stata fondata nel 1981 e da allora ha portato a termine con successo oltre 1800 progetti in 45 paesi sparsi in tutto il mondo. "La cosa particolare - nota con un sorriso Barry Lord - è che fino ad oggi abbiamo lavorato pochissimo in Italia, solo per un paio di piccoli progetti nel nord del paese". Il workshop di Bologna potrebbe allora essere un inizio. "Negli ultimi anni c'è stato un cambiamento culturale che ora sta arrivando anche in Italia: la cultura non è più una questione elitaria, ma è diventato un campo che coinvolge un pubblico molto ampio. Quello che facciamo con Lord Cultural Resources è rispondere a questo scenario". L'elemento su cui puntare è il turismo culturale, l'aspetto più dinamico e anche fruttuoso di un mercato, il turismo, che è una delle più grandi attività economiche al mondo. C'è spazio anche per Bologna? "In passato - ricorda Lord - abbiamo lavorato con Glasgow e con Bilbao, e nonostante Glasgow non sia Londra e Bilbao non sia Madrid, entrambe le città sono diventati centri di punta nel panorama culturale europeo. Sono a Bologna solo da due giorni, ma da quello che ho visto la città ha tutte le carte in regola per rispondere nel modo migliore al cambiamento culturale in atto".