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Bologna ha dato i natali ad alcuni personaggi storici che hanno dato una forma precisa alla nostra organizzazione del tempo: Papa Gregorio XIII, per esempio, che nel 1582 riformò il calendario eliminando di colpo una decina di giorni per ritornare al passo con le stagioni; oppure l’astronomo Gian Domenico Cassini, che nel 1655 inventò la meridiana di San Petronio, la più lunga al mondo. Infine ancora un altro bolognese, Quirico Filopanti, che quasi due secoli dopo, nel 1858, fu il primo a proporre al mondo i fusi orari. A lui è dedicato, in occasione delle celebrazioni per il bicentenario della nascita, il ciclo di conferenze "Bologna capitale della misura del tempo".

Scriveva Filopanti a proposito dell'idea dei fusi orari: "Converrebbe stabilire un sistema di coincidenza per le ore dei diversi luoghi; un sistema il quale fosse semplice e bello, condizione necessaria perché egli sia facilmente appreso; utile e comodo pei viaggiatori, e pei telegrafi, e che servisse ancora al nobile ed elevato intento di ricordare agli uomini, che, malgrado la necessaria distinzione da città a città, da nazione a nazione, essi non debbono considerarsi come attendati in campi rivali od ostili, ma quali membri di una sola grande famiglia".

Il ciclo di incontri parte oggi, martedì 27 marzo, alle 17,30, nella Sala della Cultura del Museo della Storia di Bologna (via Castiglione, 8), in compagnia dei due scienziati dell'osservatorio astronomico cittadino Sandro Bardelli e Flavio Fusi Pecci. Titolo dell'incontro: "L'universo di Filopanti e le scoperte del XXI Secolo". Seguiranno altri cinque appuntamenti, sempre al Museo della Storia di Bologna, fino ad arrivare alla chiusura del programma, giovedì 29 novembre, con la tavola rotonda "Quirico Filopanti: patriota, scienziato e uomo politico bolognese".