Unibo Magazine
Mantova, Milano, Trento, Trieste, Bologna: si allunga la lista delle segnalazioni riguardanti bottiglie d’acqua contaminate. I carabinieri del Nas parlano di un centinaio di casi. Numeri da psicosi, tali da creare sgomento. Al punto che alcuni consumatori, intervistati dai massmedia, hanno affermato di aver già rinunciato all’acquisto di acque minerali.

Tanto allarmismo è giustificato?
“Avvelenare una bottiglia d’acqua depositata in un magazzino è possibile” – ammette il prof. Agostino Trombetti, “Le sostanze utilizzate, i sali di ammonio quaternario e l’ammoniaca, infatti, sono tossiche già in quantità difficilmente percepibili dai nostri sensi, non modificando né l’odore, né il sapore, né il colore dell’acqua. L’unico campanello d’allarme, se sono stati impiegati sali di ammonio quaternario, è la formazione di un po’ di schiuma”.

Correre ai ripari utilizzando l’acqua del rubinetto può essere una soluzione?
“Nulla è inviolabile, neppure l’acquedotto. Certo, però, che per contaminare un volume d’acqua come quello che soddisfa Bologna non basta una siringa”.

Personalmente lei che acqua beve?
“Io mi servo dal rubinetto, ma è una scelta che precede gli ultimi giorni. L’ho fatta, perché, abitando al quarto piano, mi è scomodo portare su tanto peso e perché ritengo l’acqua degli acquedotti ampiamente sicura. E’ monitorata due volte al giorno e, qui a Bologna, se si trascura un eccesso di carbonato di calcio (la sostanza colpevole del calcare), le sorgenti da cui è attinta provengono da falde e corsi d’acqua collinari che non risentono di un inquinamento paragonabile a quello del Po”.

Meglio il rubinetto della bottiglia allora?
“Io ho solo detto che l’acquedotto è affidabile, ma questo non esclude che in condizioni normali lo siano anche le acque imbottigliate. I controlli sono altrettanto rigorosi e nessuna azienda produttrice avrebbe interesse a commercializzare un lotto di bottiglie contaminato. Insomma, chi adotta un certo prodotto, perché per esigenze dietetiche necessita di un’acqua oligominerale o di un’acqua ad alto contenuto salino, può continuare a farlo”.

In conclusione, quindi, prescindendo dai gesti folli, il “sistema acqua” è affidabile?
“Mi sento di dire di sì e, in qualità di chimico, aggiungo anche che sarebbe il caso di rivalutare un po’ il ruolo della mia disciplina spesso accusata dell’inquinamento del pianeta, perché è grazie all’affinamento delle analisi di laboratorio - dai test chimici e a quelli batteriologici – se oggi continuiamo a migliorare gli standard utilizzati per definire “pura” l’acqua che beviamo”.