E' di 124 gradi l'angolo di visione binoculare umano, o meglio il campo visivo entro cui ognuno di noi riesce a focalizzare la realtà. Come dire: sta lì dentro ogni cosa che riusciamo a vedere quando guardiamo con gli occhi. E si chiama proprio così, 124 gradi, una rivista nata in seno al DAPT, Dipartimento di Architettura e pianificazione territoriale della Facoltà di Ingegneria di Bologna. Finanziata dall'Università ed edita dalla Clueb, la rivista ha una redazione completamente composta da studenti. "Sono i ragazzi del corso di laurea in ingegneria edile ed architettura - spiega il prof. Carlo Monti della facoltà di via Risorgimento e nel comitato scientifico del periodico - un ibrido sperimentale a numero chiuso. Si tratta di un corso molto impegnativo ma che, come dimostra anche questa esperienza, sviluppa un forte senso di appartenenza tra i frequentanti che hanno escogitato e trovato il tempo anche per questa attività".
"E' tutta racchiusa nel suo nome la nascita di questa rivista - è scritto nell'editoriale del primo numero a firma dell'intera redazione - non tanto in un numero quanto nel tentativo che esso esprime di aprire lo sguardo su tutto. E questo tutto per noi parte dalle materie che studiamo, dall'architettura che esploriamo, dall'ingegneria che indaghiamo. E' un'autentica passione per quello che vediamo e impariamo che ci anima in questa avventura partita da un gruppetto di amici e tesa a coinvolgere tutti coloro che desiderano condividerla".
La rivista, bella patinata e a colori, esce da tre anni con uno o due numeri all'anno. Appena uscito è quello di dicembre del 2004, distribuito gratuitamente in facoltà; c'è anche un sito internet (http://www.centoventiquattro.it/) e una casella di posta elettronica per richiedere informazioni, esprimere commenti (redazione@centoventiquattro.it). Ogni numero è organizzato in varie sezioni. La prima, "Dialoghi d'autore", racconta le conversazioni con i protagonisti del mondo dell'architettura e dell'ingegneria. Poi c'è "Le pietre raccontano" dove si presenta un edificio significativo, cogliendone sia gli aspetti tecnici che quelli formali, e "Lavori in corso", dove si pubblicano gli elaborati dei migliori lavori emersi dai corsi di progettazione. Qui lo studente-autore illustra la sua idea e il docente responsabile della segnalazione la giudica. In "Appunti di viaggio" è ancora una volta uno studente a presentare le sue annotazioni su esperienze di viaggio e di studio in giro per il mondo. Infine, "Tecnologie" è un'illustrazione di tecnologie e strumenti di ausilio della progettazione, mentre "Graffi" presenta citazioni e spunti autorevoli di sintesi e di riflessione.
Ogni numero di "124gradi" è a tema; quello appena uscito si occupa di una definizione, "Architettura è...", cominciando da un intervista a Boris Podrecca, l'architetto nato a Belgrado ma formatosi a Vienna dove ha avuto come punti di riferimento culturali personaggi come Otto Wagner, Adolf Loos e Josef Hoffmann. Gli altri protagonisti della rivista appena uscita sono Helmut Jahn e Peter Cook.